Collaborare e resistere. Consiglio comunale di Novembre

24 Novembre 2017 / By Samuele Animali

SULL’ANDAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE, IL PROGRAMMA DI MANDATO, I PRIMI MESI DI OPPOSIZIONE

Ieri Consiglio comunale caratterizzato anche dai soliti pressanti appelli alla “collaborazione” da parte del Sindaco, tanto più significativi perché era in discussione tra l’altro il programma di mandato. Se non che tutte le volte che proponiamo mozioni (per tralasciare le proposte che veicoliamo sul blog e sui comunicati stampa, come per esempio il lavoro sulla questione delle piste ciclabili) tutte vengono inesorabilmente respinte, talvolta senza nemmeno dichiarazioni di voto da parte della maggioranza.

In occasione del Consiglio del 28 Luglio abbiamo proposto al Comune di adottare una Convenzione elaborata da Sindacati ed Associazione nazionale dei Comuni a tutela dei lavoratori degli appalti (Bocciata con Delibera n. 73); nel Consiglio del 27 Ottobre la Costituzione di un’Anagrafe pubblica degli eletti (bocciata con delibera  n. 114); nel Consiglio di ieri il ripristino di un Piano di recupero per il quartiere San Giuseppe e la risistemazione del bando sui benefici alle associazioni (bocciate, of course). Ad oggi l’unica nostra mozione approvata condivisa dalla maggioranza è stata l’adesione alla campagna Verità per Giulio Regeni (Consiglio comunale del 28 Settembre).

Per parte nostra votiamo secondo scienza e coscienza, senza preoccuparci troppo di chi propone cosa (come è successo per il benzinaio alla Fornace, per la posizione sull’ATA…) e siamo sicuri che alcune delle nostre idee – siccome sono buone – verranno riciclate dagli amministratori, e tanto basta per essere un poco soddisfatti, nell’interesse della città.

Piuttosto, dalla pretesa ossessiva del Sindaco di “condividere” le responsabilità con l’opposizione (soltanto) quando si tratta di gestire delle patate bollenti (vedi torre Erap) viene fuori un’idea di democrazia e di politica che lascia perplessi, come ha ben evidenziato durante l’ultimo Consiglio il nostro antagonista – candidato sindaco Osvaldo Pirani.

La distinzione dei ruoli e delle responsabilità tra maggioranza e opposizione è essenziale alla democrazia. Tale distinzione si esplicita sulla base del principio maggioritario quale principale regola di funzionamento dei processi decisionali. Regola alla quale i nostri dirimpettai di Consiglio comunale hanno dimostrato di tenere molto. D’altra parte solo chi tiene i cordoni della borsa può dedicarsi al “fare”, a realizzare le “cose concrete” che tanto piacciono (a parole) a questa maggioranza.

Dalla posizione di minoranza due cose posso fare di concreto: la prima è formulare delle proposte e spiegare come intendo che possano essere realizzate; la seconda lavorare in mezzo alle persone per comprenderne meglio i bisogni pubblici e farmene portavoce nelle istituzioni. La pretesa di ‘condividere’ le responsabilità, in genere attribuendo colpe ad altri, è un segno di debolezza che ha caratterizzato questa amministrazione fin dalla comparsa sulla scena di Bacci; ma viene più in evidenza ora che le opposizioni (in Consiglio e sul territorio) hanno un poco superato alcune contraddizioni che ne avevano condizionato il lavoro. Contraddizioni che hanno caratterizzato il precedente mandato consiliare e ri-consegnato la città a Bacci e ai civici senza nemmeno poterla “intignare” al ballottaggio.

Quanto al documento di programmazione che abbiamo discusso ieri, in piena coerenza con quanto sopra evidenziato, sembra emergere anzitutto l’idea di una politica molto basata sul rattoppo: interventi di ricucitura e di manutenzione della città, che sono necessari, sempre che vengano fatti bene; ma da soli non portano lontano. Per altro verso è riconoscibile una serie di buoni propositi che appaiono velleitari se la connessione tra strategie-progetti- azioni – valutazioni risulta confusa o carente o inadeguata o condizionata da posizioni acquisite.

Il problema è che anche quando, come ci auguriamo, abbia un buon esito questa volontà di mantenere in carreggiata la città facendo fronte alle contingenze con un certo buon senso, comunque accumuleremo ulteriore ritardo rispetto alle realtà più dinamiche: non c’è bisogno di guardare lontano, basta fare quattro passi in Regione. E lo pagheremo negli anni a venire.

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Samuele Animali