Questione di priorità

02 dicembre 2019 / By Samuele Animali

Qualche considerazione a proposito della scelta di investire ora sul rifacimento di Corso MAtteotti e temporeggiare sulla ricostruzione del Ponte San Carlo

L’inguaribile narcisismo e l’ansia da prestazione continuano a caratterizzare il comportamento del Sindaco e coinvolgono una maggioranza supina a questo suo deus ex machina, senza che i protagonisti si rendano conto degli esiti ridicoli cui si va incontro quando la comunicazione prende la mano sulla realtà. I commenti sulle vicende del ponte San Carlo ne sono un esempio.

Se infatti il primo cittadino cade dalle nuvole quando gli dicono che in effetti la Regione è disposta a contribuire “sollecitando l’apertura di un tavolo di confronto”, significa che fino ad oggi i nostri ineffabili amministratori si sono guardati allo specchio, e qualcun altro ha interceduto per Jesi. Per non parlare della mozione che abbiamo approvato in Consiglio comunale, che dice esattamente quel che si sarebbe dovuto fare molti mesi fa senza bisogno di input particolari.

Altrettanto buffo che si continui a pretendere che negli atti proposti dall’opposizione consiliare vi debba essere sempre un “inchino” alle magnifiche sorti e progressive promesse dalla maggioranza (se no non li approvano…). E soprattutto, per esempio a proposito della questione generale delle mancate manutenzioni, è straniante sentir dire continuamente che la colpa di ogni cosa è “delle amministrazioni precedenti”. Quando prima di Bacci c’era … Bacci, da quasi otto anni a questa parte. Il tempo passa purtroppo.

P.S.: Jesi in Comune, non da oggi, ha perorato la soluzione che appariva sin dall’inzio più ragionevole, cioè sollecitare velocemente tutti i cofinanziamenti possibili accantonando risorse (parliamo evidentmente della possibilità di accedere a nuovi mutui…) per la quota residua che dovesse rimanere a carico della città. Anche per serietà nei confronti dei partner istituzionali che sicuramente debbono contribuire ad un opera che, pur congiungendo due parti del centro abitato, non è solo di interesse locale. Infine avremmo preferito non sentir citare l’esempio di Senigallia, visto che in quel caso si è provveduto dopo una calamità che ha causato morti, feriti e gravi danni materiali, per cui pende un procedimento penale. Bene invece che si sia comunque andati avanti con la progettazione, peraltro con fondi ministeriali. Osando di più si sarebbe potuto ragionare anche sull’idea originale da PRG di collegare direttamente uscita della superstrada e sottopassaggio del consorzio agrario, quindi spostare il traffico su una nuova direttrice in parte già abbozzata, localizzando il nuovo ponte qualche centinaio di metri più a valle e riservando per esempio il vecchio manufatto alla viabilità ciclabile. il che avrebbe aperto nuove prospettive – tutte da valutare – anche per il quartiere minonna. Ma di questi tempi è come chiedere la luna.

Vedi anche: La tempesta perfetta: perché, ora, non è Corso Matteoti la priorità.

Il dibattito consiliare. Punto n. 9 all’ordine del giorno

 

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