Alcuni spunti dal Consiglio di settembre: covid, parcheggi, associazioni e molto altro

05 ottobre 2020 / By Samuele Animali
Il Consiglio comunale del 25 settembre 2020

Due pesi, due misure

Ha perfettamente ragione il vicesindaco quando dice che occorre tenere alta la guardia sul Covid. Solo che l’amministrazione predica bene e razzola male, visto che ha annullato fiere e tombola, ma ha permesso comizi affollati senza obbligo di mascherina e tutti i fine settimana permette la “fiera” che fino a tarda notte caratterizza il centro storico di Jesi: distanziamento e presidi praticamente inesistenti e caos fino alle ore piccole.

La questione epidemiologica si aggiunge alla questione persistente ed irrisolta del disturbo alla quiete dei residenti e dell’abuso del centro della città, trasformato e non da oggi in un divertimentificio che mette in fuga i residenti.

Venendo a noi, se andate a vedere qualche stralcio dei Consigli comunali “a distanza” che hanno caratterizzato questi ultimi mesi, la dignità dell’istituzione che rappresentiamo ne esce un po’ malconcia. Alcuni consiglieri accendono la telecamera solo quando proprio non si può fare a meno, magari perché sono collegati dalla spiaggia o dall’automobile. C’è poi chi si assopisce durante la seduta e chi se ne sta beato nell’aula che per tutti gli altri è off limits; alcuni si occupano d’altro o rispondono a telefonate e capita anche di interloquire con uno schermo nero o con un muro bianco. Diranno che si è trattato di un bell’esperimento di democrazia, ma a starci dentro è sembrata piuttosto una débacle, anche al netto dei condizionamenti e degli impedimenti dovuti ai problemi di connessione.
Ciliegina sulla torta, al Comune di Jesi altre riunioni, anche con numeri simili a quelli dell’assise consiliare, vengono convocate in presenza e nelle stesse aule dove non è possibile tenere invece il Consiglio o addirittura in aule più piccole. Nell’aula comunale si tengono persino i matrimoni.

Sacrosanta la cautela. Quel che non convince sono i due pesi e due misure. Evidentemente solo il Consiglio comunale è “pericoloso”.

Ciclabile

Jesi in comune ha presentato 4 atti con richieste di chiarimenti rivolte all’amministrazione. In primo luogo abbiamo chiesto, se fosse vero, come riportato dai giornali, che la nuova ciclabile in costruzione serve “per collegare 5 scuole” (tra loro? che senso ha? Altrimenti con che cosa?) e che il parcheggio scambiatore è quello di via Paladini. Strana idea posizionare un parcheggio scambiatore in una via stretta e a doppio senso, afflitta giorno e notte dal caos e già nei pressi delle scuole in considerazione. L’assessore ha smentito quanto le era attribuito dai giornali, precisando che si tratta di percorsi casa-scuola e che il parcheggio di via Paladini serve solo a decongestionare il traffico ed a recuperare i parcheggi perduti a causa della ciclabile. Abbiamo poi chiesto se è finalmente arrivato il momento di togliere le colonnine inservibili presso cui tempo fa si potevano noleggiare le bici elettriche; l’assessore si è limitato a ricordare le ragioni per cui il bike sharing fu soppresso.

Piscina

Col secondo atto abbiamo chiesto chiarimenti sulle differenze tra Jesi e comuni limitrofi per quanto riguarda le condizioni di concessione (altrove il concessionario paga un canone, a Jesi è il Comune che paga) e le tariffe della piscina comunale recentemente rinnovata. La risposta è parsa assolutamente insoddisfacente ed i dubbi ne escono rafforzati.
Chiamato anche ad esprimersi sull’affermazione, rilasciata ai giornali, secondo cui le decisioni che riguardano la piscina “non dipendono dall’amministrazione”, l’assessore ha sostenuto che faceva riferimento alle scelte gestionali. A nostro credere la pezza è stata peggiore del buco, in quanto tra l’altro ha affermato che “così il Comune non dovrà più pensare alla piscina per 15 anni”. Confermando quel che abbiamo sempre sostenuto, e cioè che questo project financing, oltre a non essere tale, taglia fuori la comunità per 15 anni la comunità dalla gestione di un bene pubblico, che quando verrà restituito alla città sarà nuovamente da sottoporre a manutenzione straordinaria. Ma nessuno ne chiederà conto agli attuali amministratori.
Nel frattempo è stata deliberatamente sfrattata una parte dell’attività agonistica, anche per i giovani, perché secondo l’assessore bisogna privilegiare lo sport di base. Tipo l’acquagym.
Infine, ed è tutto documentato, l’assessore dichiarò che la piscina sarebbe stata pronta a novembre 2019, poi a gennaio, mentre l’abbiamo riavuta a luglio 2020. Non c’entra il COVID, i lavori – che no si sono interrotti se non per poche settimane tra marzo e aprile – hanno tenuta chiusa la piscina esattamente per un anno.

Jesi, la “nuova” piscina pronta a novembre

Contributi per le associazioni

Con due fuori sacco rispetto al bando sono stati assegnati, tra l’altro, ulteriori contributi all’ente palio (che non si è tenuto) e ad un’iniziativa tenuta in un altro Comune (drive in). Continuiamo a non a non capire (diciamo così…) perché i contributi vengono assegnati alla pubblicazione di un libro piuttosto che un altro, oppure ad uno spettacolo piuttosto che un altro, o comunque senza motivare al riguardo, senza apparentemente tenere conto del bilancio, del valore artistico, del numero di appuntamenti programmati, senza confrontare con iniziative simili. Queste due iniziative che abbiamo citato sono particolarmente delicate da questo punto di vista. La prima, il palio on line, nasce dall’ “unione tra la passione e la professione” di un Consigliere comunale (e non è che l’ennesimo conflitto di interesse che caratterizza questa amministrazione). La seconda si svolge in un luogo privato e soprattutto nel territorio di un altro comune, senza ricadute apparenti sul territorio o sulla amministrazione jesina (cosa piuttosto delicata dal punto di vista formale).
Abbiamo due strade: o chi governa regna (quella scelta dall’attuale Giunta) o troviamo un metodo democratico di inclusione, valutazione e scelta dei progetti. L’attuale amministrazione nasce con l’intento dichiarato di eliminare le incrostazioni dovute a 40 anni di governo rosso ma, evidentemente, voleva solo sostituirle.

Amazon

La quarta interrogazione riguarda l’insediamento di un centro di distribuzione Amazon nei pressi dell’interporto, notizia apparsa sui giornali. Si chiedeva se il Comune abbia preso qualche iniziativa al riguardo (raccogliere informazioni, prendere contatti, capire di che cosa si tratta in dettaglio).
Secondo il Sindaco “Il Comune non deve essere informato di questo”. Il Comune di Jesi, cioè, non è interessato agli accordi stipulati dalla società interporto (di cui è socio) e all’insediamento di quello che potrebbe diventare uno tra i due o tre più grandi “datore di lavoro” sul territorio. Secondo noi, quindi, non è una questione privata. Parliamo di Amazon, non della bottega di nonna Peppa. Posti di lavoro e qualità dei contratti, sorte dell’interporto, traffico, indotto economico. Si tratta per ora di una posizione come dire… superficiale. Oppure reticente. Poi naturalmente ci sono anche le questioni urbanistiche.

Ospedale

Dopo che la consigliera Marguccio ha ottenuto ragguagli sull’installazione della scala antincendio presso la suola Conti, il consigliere Massaccesi ha proposto un’interrogazione per avere ragguagli su varie problematiche riscontrabili presso il Carlo Urbani. Un atto tagliato su misura per la campagna elettorale dei supporters di uno degli assessori alla sanità in pectore, ma è slittato dal Consiglio scorso per mancanza di tempo.
Netta la sensazione che le interrogazioni della maggioranza siano in realtà degli assist per permettere di parlare di questo o di quell’argomento rigorosamente non di pertinenza diretta del Comune (sembrerebbero altrimenti delle critiche). Quindi per esempio – come in questo caso – criticare la gestione regionale.

Comunicazioni del Sindaco

Il Sindaco ha annunciato la possibilità di fare certificati dal tabaccaio e lo spostamento della fontana dei leoni. Entrambe le questioni sottendono una privatizzazione strisciante della cosa pubblica. Intendiamoci, non è una contrarietà a prescindere. Ma nel caso dei certificati forniti dal privato c’è una potenziale compressione delle prerogative dei cittadini (con chi mi vado a lamentare dei disservizi? Per dire…). Così anche se un privato mette a disposizione soldi per i lavori pubblici. Ben vengano, ma decisioni che hanno un così rilevante impatto sulla città non possono essere delegate ad un testamento. Importante la partecipazione dei cittadini, che si realizza con la comunicazione (meglio sarebbe chiamarla informazione) e poi con un coinvolgimento diretto del Consiglio comunale e della cittadinanza.

Parcheggi a pagamento

L’assessora ha detto che comunque partiranno fra un anno quando finiranno i lavori. E qui potremmo essere d’accordo. Ma prima ancor di decidere va tenuto conto che il piano parcheggi fa parte del piano urbano della mobilità sostenibile e il PUMS va condiviso necessariamente con la popolazione. Allora perché partiamo ora col piano parcheggi, che è solo una parte di questa pianificazione, come se tutto fosse già deciso e avessimo letto il piano? Che invece nonostante gli annunci ripetuti ancora non si vede? Il processo partecipativo è solamente un adempimento formale? Ci piacerebbe fare delle proposte. Non così a vanvera però.
In linea di massima potrebbe avere un senso il pagamento in viale della Vittoria e una tariffa molto bassa al Mercantini. Molti dubbi invece sulla disciplina per i residenti e sul pagamento alle Conce, sia perché penalizzerebbe ulteriormente il centro storico a favore dei centri commerciali esterni, sia perché ci sono altri parcheggi aperti al pubblico lì vicino per i quali si creerà un effetto domino potenzialmente incongruo: privato coperto gratis e pubblico a pagamento? oppure tutto a pagamento e allora rimarranno vuoti proprio i parcheggi serviti dall’impianto di risalita di via Castelfidardo…. In ogni caso sono solo ipotesi. L’appropriatezza delle politiche va misurata sul lavoro fatto dai tecnici.
Km di piste ciclabili poco o per nulla utilizzate perché pericolose, spezzettate, non fatte bene; autobus che nessuno usa… o a Jesi c’è gente cattiva oppure abbiamo sbagliato qualcosa. Forse è proprio il fare che ci frega. I mezzi non sono adeguati ai fini. Si cerca di perseguire obiettivi condivisibili con strumenti inadeguati o insufficienti. Tutto molto estemporaneo. Sarebbe molto più convincente se potessimo leggere una progettualità integrata. Perché vincolarsi prima di scegliere? Che senso avrebbe “partecipare” dopo che le scelte sono state fatte?
Da segnalare il voto difforme (astensione) da parte della consigliera di maggioranza che è notoriamente espressione dei commercianti del centro.

Spazi elettorali

Approvata una mozione presentata da Jesi in comune con la quale si invita l’amministrazione a rivedere numero e posizionamento degli spazi per la propaganda elettorale che con il tempo, a causa di modifiche della normativa e delle modalità di svolgimento delle campagne elettorali, si sono dimostrati insufficienti e inadeguati. Attualmente i tabelloni per le affissioni sono pochi e concentrati in alcuni quartieri, mentre le sale e gli spazi all’aperto destinati alle iniziative elettorali si sono dimostrati non adatti per numero e caratteristiche alle nuove modalità di portare avanti la campagna elettorale. Anche questo è un modo per promuovere la democrazia attraverso l’informazione politica.

Raccolta differenziata nei parchi

E’ stata approvata anche una mozione presentata dalla consigliera Lancioni con la quale si chiedeva di predisporre per la raccolta differenziata anche i cestini dei parchi pubblici. Abbiamo apprezzato. Solo un appunto. I dati ufficiali danno indicazioni diverse rispetto a quelle che continua a propagandare il Sindaco. Prima dell’avvento dei “civici” per quantità di rifiuti raccolti in maniera differenziata eravamo davanti per esempio a Senigallia, Fabriano e Osimo e ora siamo dietro. I dati sono qui:

http://www.atarifiuti.an.it/pagina.php?idpagina=93

La raccolta è aumentata dappertutto, ma in altri comuni simili a Jesi è aumentata di più. Nel 2011, infatti, Jesi già si avvicinava al 60%, mentre nell’ultima rilevazione pubblicata siamo al 72,53 (dato 2019). Senigallia nel 2011 era più o meno come Jesi al 60 e oggi è oltre il 74. Fabriano nel 2011 non arrivava al 50 e nel 2019 è al 72,64. Seza contare i comuni più piccoli dove l’avanzamento è ancora più evidente e senza metterci a confornto con altre province dove sotto questo profilo le cose sembrano funzionare meglio. E visto che qualcuno insiste nell’affermare che la “sinistra” si oppone agli impianti (il riferimento è al biodigestore) varrà ribadire per l’ennesima volta che non c’è stata da parter del nostra gruppo alcune opposizione pregiudiziale, ma solo la sacrosanta esigenza di approfondire tutte le questioni dubbie: la localizzazione (prima Coppetella, poi di punto in bianco Sadam, poi si scopre che ci sono altre disponibilità); la gestione (noi la preferiamo pubblica per evidenti motivi); il dimensionamento (quello prospettato sembra sovradimensionato, non vorremmo trovarci ad “importare” rifiuti da fuori). Il Sindaco ha preferito imporre un diktat al Consiglio comunale e all’ATA e ne venuto fuori l’impasse odierno.

Prima via Paradiso

E’ stata approvata una mozione assolutamente generica per sistemare via Paradiso (dove effettivamente ci sono dei tratti pericolosi), dopo che la maggioranza ha bocciato tutte quelle simili presentate da altri gruppi consiliari per altre zone della città dove pure il traffico rappresenta un pericolo per pedoni e ciclisti. Fossi residente al Prato, a San Giuseppe, al Verziere (ma potremmo andare avanti…) mi sentirei preso in giro

Permuta terreni via delle Nazioni – via San Marco – via Garibaldi – via Appennini

Con questo atto è stata approvata una permuta che permette al comune di acquisire tre terreni nelle vie sopra specificate in cambio di un terreno edificabile in via Appennini che viene ceduto a privati.
Ci sono dei dubbi su San Marco, un area scoscesa e poco fruibile il cui acquisto non sembra affatto una priorità, e soprattutto sul fatto che andiamo a fare un’operazione con tre ditte diverse che stranamente hanno la sede nello stesso stabile. A precisa domanda l’amministrazione non ha saputo o voluto dire con chi ha trattato effettivamente.
Quanto al palascherma, non è una struttura “donata alla città” da questa amministrazione (come è stato detto), come se non fosse il risultato di un processo che dura da prima dell’avvento di questa giunta. MA soprattutto non deve essere pensata come un’astronave che cala su via delle Nazioni. Possiamo parlare di una cittadella della sport, come piace fare all’amministrazione, solo se creiamo relazioni tra impianti e funzioni che troviamo in quella zona. La nostra proposta è che venga fatto anche questo, cosa che non compare negli atti.

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Samuele Animali

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