Barriere architettoniche

17 maggio 2017 / By Jesi In Comune

Barriere architettoniche

La campagna elettorale è l’occasione giusta per tornare a sollevare l’attenzione sull’esistenza di troppe barriere architettoniche in città. Jesi in Comune lo ha fatto con un forum, la scorsa settimana, al quale hanno partecipato Renato Biondini, dell’associazione Luca Coscioni cellula di Ancona, il candidato in lista Leonardo Pigliapoco e Lucia Giatti. Chi legge ricorderà che Lucia ha vinto una causa contro l’ufficio postale di San Paolo di Jesi, dove doveva svolgere le proprie pratiche in strada perché non riusciva ad accedere allo sportello, ed è riuscita ad ottenere l’installazione di un ascensore nel palazzo comunale. “Conteggiare gli ostacoli va bene ed è senz’altro un passo avanti ma obbligare gli esercenti commerciali a tenere sempre la pedana è un segno di civiltà e un risultato che si può ottenere subito. Io mi dimentico di stare seduta sulla sedia, me lo ricordo davanti al gradino o davanti agli ascensori chiusi la domenica perché, ahimè, sulla sedia cis to seduta anche la domenica” ha detto Lucia Giatti.

Bene la conta degli ostacoli ma molto si poteva fare negli scorsi anni e molto si può fare subito

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“Ci sono barriere che risolvi con una pedana e altre che sono enormi: penso alla multisala dove ha accesso un disabile per volta e dove puoi metterti solo in una posizione molto scomoda a ridosso dello schermo, io spesso sono dovuto venire via – ha aggiunto Leonardo Pigliapoco – La stazione ferroviaria di Jesi è impraticabile, dobbiamo prendere il treno da Ancona, Falconara o Fabriano. Senza contare che anche l’accesso alla Pinacoteca, il museo più importante della nostra città, è impossibile che è”. Tante le questioni emerse: “La donazione di Daniela Cesarini nel complesso di San Marco? Ma noi come facciamo ad arrivare in centro da lì? Abbattere un gradino è un sollievo, per me ma anche per la vecchietta con la busta della spesa o per il ragazzo che si è slogato una caviglia. Le recenti asfaltature? Non sono fatte bene” ha aggiunto Giatti. “Le leggi ci sono – ha ricordato Biondini – la Regione dovrebbe commissariare i comuni inadempienti”.

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