Canute nostalgie

12 ottobre 2017 / By Samuele Animali

Jesi esce alla chetichella dall’Istituto Cervi. E si smarca dalla storia del ‘900 e dalla Carta costituzionale.

Stando a quanto asserisce il rappresentante del Comune di Jesi nel cda dell’Istituto Cervi, non c’è stato un contatto, né una telefonata o un email all’Istituto da parte della giunta in merito alla decisione del Comune di Jesi di recedere da socio dell’Istituto Cervi. (  http://www.centropagina.it/attualita/comune-jesi-lascia-listituto-cervi/    ). Questo, a nostro avviso, è un evidente segnale di disattenzione e forse disinteresse per la memoria dei fatti che hanno portato alla nascita della Costituzione italiana, come ricordato da Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale al Teatro Pergolesi per il conferimento del Premio Calamandrei.

Perché aderire e dare un piccolo contributo annuale all’Istituto Cervi non significa solo sostenere il lavoro svolto dall’Istituto in termini di educazione dei giovani, ma è anche e soprattutto un importante gesto simbolico. Significa che Jesi, come molti altri comuni italiani, vuole essere tra le istituzioni decise a mantenere salde ad ogni livello (anche simbolico, appunto) le radici della nostra democrazia che si chiamano Resistenza e dell’Antifascismo. Può non piacere ma così stanno le cose.

E dato che non è un segreto per nessuno che nella compagine che sostiene Bacci c’è più di un “nostalgico”, è evidente che alla base di tale sciagurata delibera di Giunta vi è la volontà di portare l’ennesimo colpo di piccone all’edificio delineato dalla nostra Carta costituzionale.

E non ci si venga a dire che il fatto di devolvere il contributo alla Consulta per la Pace è sufficiente a pareggiare i conti. Se la giunta di Bacci avesse davvero a cuore la conservazione e la diffusione, specie tra i giovani, di una memoria decisiva per la nostra storia (e dunque anche per il nostro futuro), vista l’esiguità della somma, avrebbe potuto tranquillamente mantenere l’adesione al Cervi e dare il contributo alla Consulta per la Pace.

«Dietro a questa decisione non c’è la semplice volontà di destinare i fondi ad altro, bensì quella di offuscare ogni giorno di più la memoria dei fatti da cui è nata la nostra Costituzione Ossia: di far dimenticare che è stato il fascismo ad aver negato ed annullato in Italia per 20 anni i valori della Libertà, della Giustizia e dell’Uguaglianza. E che è stato il fascismo ad aver condotto l’Italia nel baratro della seconda guerra mondiale al fianco del nazismo» (Filippo Cingolani, portavoce di Jesi in comune)

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Samuele Animali