Cinque parole sull’eredità di Morosetti – 1) Ricatto

11 ottobre 2020 / By Doriano Pela

La prima parola è “ricatto”, il ricatto del ricco. A monte di ogni considerazione di merito, c’è una valutazione di metodo: è moralmente lecito che una pubblica amministrazione si veda costretta a prendere una decisione (che implica conseguenze per la città, quindi che incide sulla vita dei cittadini) a partire dalla proposta di un privato che è sostanzialmente ricattatoria? Ovvero: è moralmente lecito che debba passare il principio secondo cui se sono un cittadino ricco posso condizionare con i miei denari le scelte pubbliche bypassando i più elementari principi democratici? Perché se la risposta fosse sì, beh… allora sarebbe da prendere in considerazione anche quest’ipotesi: se domani dovesse presentarsi un altro ricco cittadino (vivo o morto, non importa) che dica: “io regalo al comune il doppio, se lascia il monumento dov’è, che si farebbe? Se vale il criterio che è la proposta di chi ha più danaro ad essere accolta, allora la fontana resterebbe dov’è. Ma può essere che una pubblica amministrazione sposti dei monumenti in base al volere di un singolo? E che una città debba accettare cambiamenti della sua configurazione senza alcun altro tipo di riflessione, di valutazione, di “procedure”?

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Doriano Pela

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