Cinque parole sull’eredità di Morosetti – 2) Agiografia

12 ottobre 2020 / By Doriano Pela

La seconda parola è “agiografia”. Ovvero: dalla persona al personaggio. Perché il sito web dedicato a Morosetti è un’operazione agiografica a tutti gli effetti: il ragazzo tribolato che sceglie il fascismo “per trovare un lavoro”, il giovane fascista che parte volontario per la guerra quasi “per sbaglio”, il reduce che sa costruirsi una fortunata carriera “con le sue mani”, l’uomo di successo che si sente “jesino nel cuore” e “pensa a Jesi” nel suo testamento. Tutte rappresentazioni propedeutiche alla costruzione di un personaggio letterario; rappresentazioni che devono aiutare a rendercelo simpatico, vicino. E in pari tempo degno di ammirazione. Chi ha scritto i testi di questa agiografia non si perita – qua e là – neppure di distorcere palesemente la realtà (la partecipazione dei reparti di volontari fascisti alla guerra non è stata affatto così come sommariamente descritta, tutt’altro. Ma questo è solo un particolare del più generale tentativo di edulcorazione della storia di cui ci si parla più avanti).
Il tutto, ovviamente, declinato allo scopo di convincere i visitatori del sito (gli jesini) a parteggiare per le ultime volontà del Morosetti, quindi a creare un movimento di opinione favorevole all’idea di accettare il ricatto del ricco. E in pari tempo a celare – o meglio a sublimare – quest’aspetto sconveniente (il ricatto) nella simpatia che la costruzione del personaggio dovrebbe creare.
E poiché il sito web è una creazione del Comune di Jesi, in buona sostanza siamo di fronte all’ennesimo tentativo dell’Amministrazione Bacci di convincere più o meno subdolamente i cittadini che l’Amministrazione stessa sta facendo una “buona scelta”, quando in realtà è molto discutibile.

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Doriano Pela

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