Corso Matteotti, ovvero la tempesta perfetta

02 dicembre 2019 / By Samuele Animali
Perché, adesso, la priorità non è il rifacimento della  (brutta) pavimentazione del Corso

L’inzio dei lavori per il Corso dopo due anni di cantiere in Piazza Pergolesi rischia di scatenare la tempesta perfetta. Mettiamoci che l’amministrazione ha gettato la spugna sulla movida, che non sembra voler mettere mano all’idea di rendere più fruibile il parco del vallato (e dunque il parcheggio Zannoni), che intende mettere a pagamento le Conce (cui seguiranno necessariamente i due parcheggi del Torrione, coperto e scoperto): significa dire che ci vediamo con un centro più bello, ma fra tre anni, nella speranza che nel frattempo qualcosa si sia salvato dalla desertificazione.
Beninteso, quei lavori sono oppurtuni, come attesta il fatto che il progetto risale a vent’anni fa, ben prima dell’avvento di Bacci, che è in sella da più di sette anni senza aver mosso paglia. Qual’è però la ragione per cui si è deciso di procedere proprio ora?

L’ha detto Bacci in Consiglio comunale: rispettare il programma di mandato. Che tradotto in italiano significa che quando inzierà la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale (previsto per il 2022) non ci si può far trovare con le braghe calate (cioè con gli scavi aperti). Molto meglio poter spendere una bella inaugurazione. Considerati i ritardi endemici che caratterizzano i lavori portati avanti da questa amministrazione, dunque, ci stiamo giusti giusti coi tempi.

Questo significa scegliere di mettere ancora a dura prova le attività di corso Matteotti (e l’affezione dei cittadini per lo shopping e la vasca in centro) ed anche dover finanziare l’opera per due milioni e mezzo completamente a carico del Comune, senza cercare il co-finanziamento di altre istituzioni (come invece era successo per piazza Pergolesi, prima delle giunte Bacci in verità, come ha più volte sottolineato l’attuale Sindaco quando si trattava di “scaricare” le perplessità relative allo spostamento della statua). Ovvero a carico delle prossime amministrazioni, che dovranno restituire il mutuo che si va ad accendere.

Questi sono i motivi per cui, pur riconoscendo la necessità di rifare presto la pavimentazione del Corso per valorizzare il centro, in Consiglio comunale Jesi in comune ha detto che le risorse andrebbero in questo momento concentrate sul rifacimento del ponte, visto che quando arriverà per il ponte l’auspicato aiuto di governo o regione, comunque si dovranno improntare immediatamente ulteriori fondi per finanziare una parte dei lavori. La proposta è: visto che abbiamo aspettato tanto, mese più, mese meno vale la pena di dare la precedenza ad un’opera più urgente.

Cantiere in primavera, 14 mesi di lavori (se tutto va bene)

Perplessità

 

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