Emergenza e lavoro: «Interventi concreti per tutti, nessuno escluso»

30 aprile 2020 / By Samuele Animali
ORA CERCARE DI SALVARE CHI HA FATTO INVESTIMENTI E LE PARTITE IVA NON TUTELATE

Stiamo tutti sperimentando una situazione inedita e pesante, come molti hanno affermato “siamo tutti coinvolti in un gigantesco esperimento sociale”.
No, non è una guerra come in maniera grossolana ed errata è stata dipinta: una guerra non si combatte al comodo delle proprie case, con il frigorifero pieno, con un’offerta di intrattenimento gigantesca e con i corrieri pronti a soddisfare ogni richiesta in poche ore, non ci sono bombardamenti né razionamenti e i servizi fondamentali come sanità e scuola continuano e fare miracoli per garantire la loro presenza (e finalmente ce ne siamo accorti tutti).
Questo per molti, purtroppo non per tutti: molti una casa non ce l’hanno, molti hanno visto interrotti servizi assistenziali importantissimi (si pensi ai disabili e ad altre categorie tra le più fragili), molte donne stanno subendo violenze in casa senza poter essere assistite, molti studenti non possono fruire della didattica emergenziale a distanza, per molti arrivare a fine mese è divenuto realmente impossibile e per molti altri le prospettive per il futuro sono poco rosee. Non è una guerra, semmai un uragano che si è abbattuto nella parte più agiata del globo, quella forse meno abituata alle difficoltà di questo tipo.

Ci avviciniamo ora alla fatidica data del 4 maggio, e si vede anche dall’acuirsi delle sterili polemiche lanciate da alcuni “politici” (personaggi che la politica non sanno nemmeno cosa sia e che purtroppo hanno distrutto in questi anni il senso profondo del fare politica, ma questa è un’altra questione, non nuova purtroppo…). Data che aprirà una nuova fase di questa situazione e che sarà preludio di una successiva fase che dovrebbe avere luogo intorno agli inizi del mese di giugno.
Sarà un momento cruciale nel quale, oltre agli oramai consueti interrogativi su cosa stiamo vivendo e cosa sarà della nostra società domani, si dovrà aprire la riflessione politica su cosa sarà di molte attività che insistono sui nostri territori, attività che hanno investito spesso molto e che si troveranno costrette ad affrontare ulteriori investimenti per poter riprendere il loro lavoro, per chi ce la farà poiché per molti il mix tra debiti contratti e mancati introiti in queste settimane sarà purtroppo fatale.

Naturalmente tutti perderemo qualcosa, tutti avremo bisogno di aiuto, tutti avremo necessità di un po’ di “ossigeno” per poter ripartire. Ecco quindi che il pensiero va, solo per fare alcuni esempi, ai ristoratori, che hanno investito somme rilevanti (cucine professionali, arredamenti, personale ecc.) e che potranno riaprire solo a fronte di ulteriori investimenti per rendere idonei i locali, che saranno comunque per forza soggetti a una riduzione sensibile della capienza; oppure a estetiste/i e parrucchiere/i, che hanno acquistato macchinari e arredi costosi e che non si sa come e quando potranno riprendere l’attività; o ancora a chi ha investito nella ricezione turistica che non si sa nemmeno quando potrà tornare a livelli pur minimi; o a chi ha investito per aprire una palestra, una libreria… tanti altri sono gli esempi, tutti hanno problemi, molti non stanno ricevendo alcun introito e hanno difficoltà a onorare i debiti legati agli investimenti fatti. Lo stesso vale anche per chi ha fatto un investimento differente, apparentemente immateriale poiché legato al proprio tempo e alle proprie competenze: si pensi alla vastissima platea delle partite IVA non tutelate, che stiamo scoprendo essere gigantesca in questo Paese, tra liberi professionisti, lavoratori dello spettacolo e della cultura, lavoratori stagionali ecc. ecc.

Finito lo stato di eccezione e di assistenza emergenziale, importante e come spesso accade legato allo spirito di solidarietà che le persone esprimono nei momenti difficili, superata la fase dell’ andrà tutto bene, sarà necessario mettere in campo interventi specifici rivolti ai lavoratori tutti, in particolare agli autonomi che hanno meno tutele e vanno incontro a particolari difficoltà, che potrebbero essere specifiche detassazioni o agevolazioni concrete laddove nascono difficoltà impreviste. Una platea purtroppo vasta e variegata, complessa e talvolta molto specifica.
Sarà necessario e imprescindibile aprire un dibattito politico condiviso, franco, aperto e non settario che permetta di conoscere tutte le difficoltà presenti e di mettere in campo azioni efficaci e concrete che possano aiutare tutti, nessuno escluso.

Jesi in comune

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