Il buio oltre il Drive In: quale futuro per il cinema a Jesi?

21 maggio 2020 / By Andrea Antolini

In questi giorni su diverse testate è stata diffusa la notizia che alcune multisala attualmente gestite da UCI potrebbero non riaprire a fine lockdown. Tra queste è compresa anche la multisala di Jesi.

La struttura è ancora di proprietà della famiglia Giometti ma il contratto di gestione sottoscritto con UCI scadrà nelle prossime ore. In effetti la cosa era già nota prima ancora che fossimo travolti dall’emergenza sanitaria ma la chiusura forzata di questi mesi ha dato il colpo di grazia ad un futuro che era già incerto.

Come si è letto, la famiglia Giometti non è in grado di prevedere quale potrà essere il futuro delle sale cinematografiche a Jesi per ovvi e condivisibili motivi: l’incertezza di protocolli e regole da adottare alla riapertura delle sale, la probabile riduzione dei posti, la mancanza di nuovi titoli da poter offrire al pubblico per via del blocco di tutte le produzioni cinematografiche a livello globale. Tutta la filiera del cinema sta soffrendo come mai era accaduto prima nella sua storia e tanti lavoratori del settore stanno affrontando un presente pieno di difficoltà ed un futuro più che incerto.

Jesi negli anni ha subito un destino comune a tante altre città italiane, anche se per certi versi più pesante: la chiusura, pezzo dopo pezzo, di tutte le sale cinematografiche che prima dell’avvento delle multisala offrivano un ventaglio di proposte piuttosto variegato. Non solo blockbuster, non solo pellicole che potessero garantire grandi incassi, non solo cinepanettoni: c’era ampio spazio anche al cinema d’autore, alle piccole produzioni indipendenti e ad un tipo di racconto più raffinato e formativo. Tutto questo è stato smantellato per essere sostituito, come si diceva, da un’offerta mediocre e virata totalmente sugli incassi.

Anche il cinema estivo all’aperto, che anni fa aveva un grande seguito, ha trovato sempre più resistenze dall’amministrazione.

Da anni i cittadini jesini si stanno muovendo per trovare una soluzione, creando associazioni e gruppi Facebook con centinaia di iscritti, spostandosi in altri Comuni, alla ricerca di quel cinema d’essai che, per esempio, il cinema Diana ha provato a garantire fino alla sua chiusura.

Per fortuna l’offerta alternativa a UCI ad un certo punto è arrivata. Da due anni al “Piccolo” l’Associazione Culturale “Res Humanae” propone un appuntamento fisso ogni venerdì con rassegne di altissimo livello culturale e con una riposta di pubblico importante, visto che ogni proiezione fa sold-out. Il contributo del Comune? Un tanto utile “patrocinio gratuito”.

In queste ore, grazie alla nostra proposta, si sta tornando a pensare concretamente ad una soluzione per una rassegna cinematografica estiva all’aperto. Le numerose reazioni positive dei cittadini a questa ipotesi hanno fatto rumore ed anche la giunta si è accorta, sembra, che la questione ha una sua urgenza. In che modo però? Con un poco rassicurante “ci siamo già mossi in tal senso”. Sappiamo che cittadini e associazioni hanno già scritto all’assessorato di competenza ma ad oggi risposte concrete non ne hanno ancora avute. Ci sono anche iniziative di alcune aziende del territorio che stanno cercando di formulare la giusta risposta in termini di progetto a questa esigenza.

Ora bisogna muoversi in fretta ma confidiamo che con la collaborazione di tutti si riuscirà ad offrire alla cittadinanza e, va da sé, anche ai Comuni limitrofi, un’estate ricca di proiezioni interessanti, non dimenticando di dare il giusto spazio anche agli altri settori della cultura che hanno sofferto in modo devastante il lockdown. Ma finita l’estate, quale sarà il futuro del cinema a Jesi? Possiamo pensare ad una città come la nostra senza nemmeno una sala cinematografica? È possibile fare affidamento solo sull’iniziativa privata per garantire un’offerta culturale adeguata?

O è invece necessario aprire fin da ora un tavolo con tutti gli attori coinvolti in questo settore per poter arrivare ad una soluzione anche per dopo il periodo estivo?

About The Author

Andrea Antolini

Docente presso Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Ancona CoOwner presso Subwaylab Educatore presso Costess - Società Cooperativa Sociale

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