Il “Prato”, un’amnesia

22 luglio 2021 / By Samuele Animali
Notizia di oggi. Il Comune affida all’Università la costruzione di un’ “ipotesi” di rigenerazione urbana del rione Prato. Mi piace molto l’idea, era ora verrebbe da dire, anche se per adesso è un po’ confusa e molto preliminare. Si preciserà sul crescere.
Quindi vorrei dare il mio piccolo contributo.
C’è un precedente
In premessa vorrei sottolineare che quello che sta succedendo ora si è già verificato qualche mese fa, quando si è parlato di citttadella dello sport. Ebbene, anche in quel caso era stato chiesto un aiuto agli studenti e dottorandi dell’Università. L’assessora era Aguzzi, c’è una bella pubblicazione che ebbi modo di mostrare durante un Consiglio comunale che Sindaco e Assessore dissero di non conoscere. Quel lavoro è stato ignorato e il Palazzetto della scherma oggi viene riprogettato ex novo senza integrazione con le strutture esistenti e l’area circostante, che era l’oggetto principale di quelle proposte.
Quindi in primo luogo auspichiamo che poi il lavoro realizzato dall’Università non faccia la fine di quello che era stato commissionato per la cittadella dello sport.
https://www.comune.jesi.an.it/articoli/Anche-luniversita-politecnica-delle-Marche-in-aiuto-al-Palascherma/
Disegniamo sul Prato
Ma il punto interessante che vorrei richiamare alla memoria come piccolo contibuto a questo lavoro di ideazione e progettazione è un’altro.
In anni non molto lontani (siamo nel 2004-2005, assessora Montecchiani) il quartiere Prato è stato oggetto di un Laboratorio di progettazione partecipata i cui risultati sono inseriti nella variante al PRG ma anche pubblicati autonomamente (per esempio qui:http://www.laboratoriorapu.it/Jesi_LppPS/01_lppPS%20rapporto.pdf ).
Qual’è la posizione dell’amministrazione rispetto a questo lavoro, che magari sarà superato ma aveva certamente il pregio di essere frutto di un laboratorio di partecipazione ben condotto e ben orientato (“io c’ero” perché all’epoca ero difensore civico).
Vogliamo quantomeno ricordarlo per dire se è tutto da buttare o magari per darlo in mano a chi oggi ricomincerà il lavoro “da capo”? Anche perché i risultati di quel laboratorio sono confluiti nel PRG e, nei primi anni, sono stati in parte attuati. Credo che un ragionamento sul “quartiere di Mancini” possa partire anche da lì, al di là degli annunci e delle prese di posizione sulle questioni aperte. Peccato non sia stato fatto in questi anni.
Il Laboratorio di progettazione partecipata Prato-Stazione si è configurato come un’attività a carattere sperimentale, tesa ad esplorare forme innovative dell’azione pubblica in relazione a pratiche progettuali, procedure amministrative, strumenti di dialogo e confronto fra i cittadini e l’istituzione che promuove operazioni di trasformazione del territorio. Il Laboratorio è stato investito del compito di occuparsi di una parte di città in cui la comunicazione fra cittadini e istituzioni si era indebolita (tale almeno era la percezione degli abitanti) e in cui le condizioni complessive di abitabilità risultano oggi poco soddisfacenti e soggette ad un degrado progressivo. Esso è parte integrante del nuovo processo di pianificazione urbanistica intrapreso dalla città e al contempo strumento del programma di riqualificazione “Borghi storici” già parzialmente avviato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Jesi; costituisce pertanto un primo punto di contatto fra le strategie complessive di ristrutturazione della mobilità e dello spazio pubblico individuate dal Piano idea e i programmi di riqualificazione della città storica promossi dalla Amministrazione
Dall’abstract di un articolo pubblicato dai “facilitatori” del Laboratorio di progettazione partecipata
Questo è stato pubblicato nel 2006, siamo nel 2021, dovremmo recuperare il tempo perduto.
Fortuna oggi Mancini, perché viene alla ribalta come il “suo” quartiere. In questi anni “Prato” è stato agli onori delle cronache soprattutto per camper incastati sotto al ponte, alberature abbattute, piste ciclabili fantasma, vecchiette investite sulle striscie in via XXIV Maggio; notizie faticosamente bilanciate dalle odierne opportune asfaltature e dalla tradizionale festa da qualche anno anno ben  organizzata e finanziata a “Willer e Carson”.
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Samuele Animali