La ricostruzione del Ponte San Carlo

04 settembre 2020 / By Samuele Animali
Considerazione a margine dell’incontro informativo di ieri

Ieri il Comune ha organizzato un incontro pubblico presso il quartiere Minonna per fare il punto sulla situazione della ricostruzione del Ponte San Carlo. Non sto a riassumere le notizie che sono state fornite, già presenti su queste pagine e sui mezzi di informazione. Solo qualche osservazione, per chi ha voglia di ascoltare.  https://www.qdmnotizie.it/jesi-costruzione-nuovo-ponte-san-carlo-i-residenti-temono-disagi/

Nel Borgo c’è sempre grande partecipazione. Anche ieri le persone venute a sentire erano tante. Sono contento di far parte di questa comunità da diversi anni ormai, anche se vivo un po’ discosto rispetto al quartiere.

Il ponte riguarda la città, non solo il borgo. Tutta la città ha rapporti con il territorio e con le persone che vivono a sud di Jesi e attraversano quotidianamente o saltuariamente il fiume da quella parte. Oltre alle campagne e a diverse frazioni e località (Mazzangrugno, Montegranale, Torre, Castelrosino, Cannuccia, Santa Maria del Colle, Gangalia…) di là del fiume ci sono pure Santa Maria Nuova e Filottrano, che per molte funzioni gravitano su Jesi (scuola e ospedale per dire le più importanti, ma non le sole); più in là, sulla stessa direttrice, Appignano e Macerata e anche parte dell’osimano. L’isolamento ha delle ripercussioni anche di carattere economico e commerciale e tende slegare dei fili che con il tempo che passa sarà sempre più difficile riannodare quando le persone si sono abituate a guardare altrove.

Quindi il Borgo ha bisogno della città, ma vale anche il contrario, Jesi ha bisogno del Borgo. Sia in quanto è parte integrante del centro abitato e le persone che vi risiedono contribuiscono ad animare la città da tutti i punti di vista. Sia in quanto il Borgo è la cerniera con il territorio che a sud della città gravita o può gravitare su Jesi. La città senza il Borgo riamane monca perché viene tagliata una delle quattro direttrici geografiche sulle quali prende vita la città ogni giorno; Ancona e costa – Roma e-Fabriano – Acquasanta, Ostra, San Marcello ecc. e, appunto, Santa Maria nuova,Filottrano, Macerata.

Si è tornati a dire che la presenza di un ponte in città rappresenta quasi un unicum che giustifica la difficoltà dl Comune a fronteggiare il problema. E’ sacrosanto: costruire un ponte “vero” non è cosa di tutti i giorni e altre sono le amministrazioni più attrezzate, tipo la Provincia o l’Anas, con le quali forse si potrebbe collaborare anche da un punto di vista tecnico ed amministrativo. E’ vero anche che al di là del mero dato civilistico, per cui il ponte regge una strada comunale, vi sono molte ragioni di opportunità e di merito per cui al finanziamento debbono concorrere in maniera sostanziale tutti i livelli amministrativi, e non stiamo qui a ripeterle. Però questa storia per cui un ponte che collega due parti di una città sarebbe un’eccezione non è vera. Non c’è bisogno di girare l’Italia o il mondo per accorgersi che anche nei paraggi le città sono riconducibili a due categorie: quelle che sorgono sulle sponde di un fiume (per esempio Pesaro e Senigallia sulla costa, Tolentino e Ascoli sull’interno…) e quelle che sorgono in cima a uno o più colli (Urbino, Macerata, Fermo, la stessa Ancona…). Jesi ha se mai la particolarità di essere un po’ una via di mezzo.

L’assessore ha sottolineato la fortuna di avere come progettista di fatto lo stesso soggetto che a suo tempo indicò la necessità di ricostruire. Questa coincidenza semplifica le cose e permette di avvalersi ancora di un professionista di valore riconosciuto ed è il risultato di procedure in qualche modo forzate, ma possibili, motivando con l’urgenza. Così è stato confermato a seguito di un’interrogazione consiliare. Nulla quaestio, fino a prova contraria, sulla legittimità. Personalmente avrei preferito qualche cautela ulteriore per motivi di opportunità.  https://www.qdmnotizie.it/jesi-ponte-san-carlo-i-dubbi-di-animali-le-certezze-del-comune/

Guai a chiedere chiarimenti sulle cose concrete. La seconda seduta del Consiglio comunale.

La stesa urgenza peraltro non impedisce che a distanza di più di due anni dalla chiusura parziale l’opera sia ancora lontana dal concretizzarsi(inizio giugno 2018. Giusto assicurare “prima” finanziamenti esterni in modo da non gravare il bilancio comunale, ma l’entità dell’attesa sembra in contraddizione rispetto a quanto detto sopra.

https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/jesi-ponte-san-carlo-1.3958284

https://www.qdmnotizie.it/jesi-rifacimento-ponte-san-carlo-chiarezza-sui-costi/

Da un punto di vista progettuale si dice che non c’erano alternative, perché bisognava seguire l’allineamento attuale della strada che esce dal borgo di via Marconi e si innesta in Borgo minonna. In realtà il vecchio prg prevedeva che l’allineamento doveva realizzarsi qualche centinaio di metri più a valle, tra ‘uscita della superstrada e il sottopasso ferroviario del consorzio agrario. Soluzione che avrebbe avuto altre controindicazioni. Le prime che mi vengono in mente, i costi per realizzare le due bretelline di allaccio alla viabilità attuale e l’impatto ambientale di un nuovo manufatto sul fiume. Ma anche diversi vantaggi, in quanto per esempio avrebbe reso più vivibile il quartiere annullando il traffico di puro attraversamento; avrebbe scongiurato i molti mesi di isolamento del Borgo che seguiranno alla demolizione del San Carlo; avrebbe evitato l’abbattimento del ponte attuale che poteva rimanere utilizzabile per la viabilità leggera dei residenti e/o ciclabile e pedonale. La cosa è stata presa in considerazione in maniera piuttosto sommaria, sebbene fosse rappresentata sulle carte.  https://www.facebook.com/samuele.animali/posts/10218193468767432

Non si è accennato alla possibilità di realizzare un “guado” temporaneo per la durata dei lavori, per attenuare gli inevitabili disagi della popolazione residente. Evidentemente la soluzione – praticata in altre occasioni simili – presenta un bilancio costi benefici molto sproporzionato.

Durata prevista dei lavori un anno ma l’esperienza insegna che… si sa quando cominciano e non quando finiscono. L’idea di apprestare un servizio di trasporto pubblico per i residenti di Minonna per mitigare il disagio pare ragionevole. Per ora l’amministrazione ha detto no.

Infine: dov’è il nuovo progetto? L’abbiamo intravisto nelle slides dell’assessore, ma non sarebbe male pubblicarlo. Solo questione di tempo immagino. ..questo link però è dello scorso anno…

Nuovo Ponte San Carlo, progetto pronto entro la fine dell’estate

 

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