L’anno che verrà: varato il preventivo 2021 e altro

31 dicembre 2020 / By Samuele Animali
Report del Consiglio comunale del 28-29 Dicembre 2020

Giardini della stazione

RFI ha presentato un progetto di massima per rinnovare l’area della stazione, compreso il sottopassaggio che collega viale Trieste all’area ex zuccherificio (Commissariato-multisala-Santa Maria). Un progetto importante per la città, perché rende ancora più funzionale lo scalo e agevola l’accesso pedonale e ciclabile al centro per chi viene dal quartiere o utilizza il parcheggio ferroviario. Un punto critico è l’eliminazione dell’area verde dei giardini della stazione. In occasione del question time una cittadina ha evidenziato il mancato coinvolgimento dei residenti. Quei giardini sono una barriera naturale per le abitazioni che affacciano sulla ferrovia e una valvola di sfogo per il quartiere, specie nei mesi estivi. Urge una revisione del progetto salvando i giardini o inserendo nella stessa area del verde a compensazione di quello che dovesse eventualmente scomparire. (articolo da QDM)

Pulizia parchi

Prendendo spunto dalla lodevole iniziativa Jesi Clean il nostro gruppo consiliare ha chiesto chiarimenti in ordine alla necessità di assicurare una pulizia più accurata dei parchi, anche intervenendo su i gestori all’occorrenza, e di sviluppare la sussidiarietà orizzontale (cittadini che si prendono cura dei beni comuni). L’assessora ha escluso che vi siano problemi di pulizia nei parchi menzionati (ventaglio, antistadio e giardini pubblici), soffermandosi sull’adesione del Comune alle iniziative di questo tipo e sulla necessità di sensibilizzare la cittadinanza a comportamenti corretti.

Gestione pandemia nelle strutture per anziani e disabili

J*ic ha evidenziato il ritardo con il quale si è affrontata la questione delle visite dei parenti nelle strutture residenziali, la riattivazione delle quali, in modalità sicure, è stata da più parti raccomandata anche per motivi sanitari. Ha inoltre evidenziato la necessità di assicurare degli screening regolari rivolti ad operatori e utenti dei servizi, cercando di ridurre al massimo la rotazione degli operatori, per contrastare la diffusione della pandemia. L’assessora Quaglieri ha evidenziato la contraddittorietà del quadro normativo; inoltre che di recente è stata attivata una modalità di visita che garantisce il contatto visivo (i parenti stazionano dietro una vetrata di ingresso alla struttura). A parte il fatto che tale modalità sarebbe stata sicura anche nei mesi scorsi, a livello regionale è stata prospettata anche la possibilità di adottare una modalità come la tenda trasparente, che possa consentire anche un contatto fisico, essenziale specie per alcune patologie del tipo demenza senile. Sul secondo punto (l’assistenza per i disabili) sembrano prevalere i problemi organizzativi.

(foto da Qdmnotizie)

Che fine ha fatto il biodigestore?

Ennesimo atto sul tema, stavolta ad uso e consumo della maggioranza che l’ha proposto (sulle interrogazioni non si apre il dibattito). Afferma il Sindaco che non ci sono stati passi avanti per l’individuazione del sito, che l’impiantistica è di fatto sospesa, che l’Ambito ha allungato i tempi “ad arte” e che “le procedure sono illegittime”. Speriamo tutti si esca da questa impasse, nata anche a seguito della mancata condivisione della proposta jesina che, come abbiamo evidenziato altre volte, imponeva condizioni discutibili in punto a gestione privata, localizzazione, dimensionamento.

La rotatoria che fa acqua

Il consigliere Pirani ha evidenziato che modeste piogge hanno causato ampi ristagni di acqua piovana in Viale don Minzoni, specialmente nel tratto della rotatoria che incrocia con via Pasquinelli, nonostante i recenti lavori di asfaltatura. L’assessore ha detto che i lavori saranno perfezionati.

Vertenza Hotel Federico II

Rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Catani e Santarelli in merito al futuro della struttura alberghiera di via Ancona in liquidazione, il Sindaco ha detto «E’ mancata una politica industriale di chi ha governato la Regione negli ultimi anni. Non so che scelte farà la proprietà sul futuro della struttura». Auspichiamo il suo pieno coinvolgimento nelle trattative sindacali, a tutela in particolare della situazione di lavoratori e lavoratrici.

Referendum sulla fontana

Il 24 dicembre è pervenuta al protocollo del Comune la richiesta di indire il referendum abrogativo sullo spostamento della fontana delle leonesse.
Il Presidente del Consiglio Massaccesi ha lamentato la presenza nel Comitato promotore “di chi nel 2013 voleva spostare la fontana e fare un parcheggio in Piazza Federico II”. L’interessato, Andrea Pieralisi, ha evidenziato che si trattava di una battuta, come in effetti ben si comprende ripescando i giornali dell’epoca (“e spostiamo la fontana al posto della rotatoria davanti al Liceo Scientifico“ è la citazione per intero!). Il Comitato promotore ha espresso subito piena solidarietà a Pieralisi. E’ molto grave che durante il Consiglio comunale il Presidente, che dovrebbe essere garante della seduta, se la prenda con i cittadini assenti e che non possono replicare. Negli ultimi giorni il Presidente si è molto esposto anche nei confronti dei consiglieri, definendo “infame” il dibattito nato attorno alla questione dello spostamento, mentre contemporaneamente il gruppo politico di cui fa parte ha sostenuto che l’opposizione, appoggiando il referendum, ha “tentato di delegittimare” il Consiglio comunale

Imposta di soggiorno

L’adeguamento al vigente regolamento è stata una (ulteriore) occasione per riflettere su come vengono impiegate le risorse, tanto più nel momento in cui viene sancita la responsabilità solidale dei gestori nel pagamento dell’imposta e dunque la circostanza che su di loro ricade indirettamente il costo.
Le tariffe, in vigore dal 2018, variano in base alle categorie delle strutture e vanno dai 2 euro a 1 euro a persona al giorno, introiti che il Comune di Jesi ha utilizzato per finanziare eventi cittadini, come la Festa del Prado, o la pubblicazione di un libro (quello sulla storia dell’ex sanatorio Murri). Specie in questo momento (stiamo parlando del settore economico più colpito dalla pandemia) gli impieghi dovrebbero concentrarsi, come da finalità dell’imposizione, sulla promozione turistica e sui servizi agli ospiti della città.

Civiche benemerenze

Sono state attribuite alla memoria di Antonio Ramini, Giorgio Merighi e Marianeve Padalino. Punti di riferimento, nei rispettivi settori delal cultura e della solidarietà, per tutti i cittadini. Soprattutto è importante coltivare la loro testimonianza ed il loro “lascito”, sia materiale (libri, registrazioni, organizzazioni) che immateriale.

Altre pratiche
Durante la seduta del Consiglio si è votato anche sullo stato di attuazione del piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie (una presa d’atto di un adempimento dovuto); il regolamento plastic free (un atto a costo zero che arriva dopo 8 anni di governo e una mozione approvata in Consiglio, ma comunque importante); un aggiornamento dei provvedimenti per il contrasto alle polveri sottili (piuttosto blandi); la presa d’atto della mancanza di aree per edilizia convenzionata/sovvenzionata (perché tale tipologia edilizia è da molti anni distribuita sul territorio, in linea di massima una scelta condivisibile); la proroga del piano generale per le affissioni (l’ultima variante è del 2009).

L’ “emendamento Morosetti”

Era stato appena licenziato ed il Sindaco ha chiesto subito una modifica del progetto di bilancio per accogliere il lascito Morosetti e poter realizzare l’onere previsto (lo spostamento della fontana).
Per Piazza della Repubblica la sovrintendenza ha dato un parere positivo sulla fattibilità dello spostamento in attesa di vedere il progetto, che non c’è. Ciò non ha impedito all’Assessore di dire che esiste un “parere vincolante”.
Per Piazza Federico II sono stati stanziati i soldi per ripavimentare il buco che rimarrà una volta estratta la fontana. Non è previsto nessun progetto per ripensare la piazza, fatta eccezione per un fumoso riferimento in bilancio a “strumentazione interattiva” per la quale sono stati stanziati 40mila euro (!). Che con tutta la buona volontà e nonostante domande specifiche non si è ancora capito in che cosa consisterebbe in concreto.
Attenzione anche al fatto che l’ “avanzo Morosetti” non ha proprio l’importo che si dice. Vero è che per la ricollocazione della fontana occorrono “solo” 760 mila euro”. Ma – a parte il fatto che occorrerebbe mettere mano alla Piazza del duomo orfana del suo elemento caratterizzante – per Piazza della Repubblica si impiega anche un mutuo di 1 milione di euro (700mila euro nuovi, 300 stornati da videosorveglianza e dalla discarica di Gangalia). L’operazione a bilancio ha dunque un importo di 3 milioni complessivi (2 Morosetti + 1 di mutuo), che poi si riducono a 2,5 per “riduzione dei costi di intervento” su piazza della Repubblica. A quanto si è capito, accantonato il progetto Sardellini-Marasca (che prevedeva uno sbancamento!), la principale piazza jesina non verrà più “rifatta” ma semplicemente ripavimentata. Per inciso, esattamente il contrario del ragionamento fatto per piazza Pergolesi, in cui il progetto era “intoccabile” e la piazza andava non semplicemente manutenuta ma “attualizzata” rispetto alla sua immagine novecentesca e  “liberata” dal monumento considerato ingombrante e dunque fatto arretrare.
Logica vorrebbe che con quanto avanza dallo spostamento della fontana si finanziassero i lavori di ripristino e rinnovamento di piazza della Repubblica e di piazza Federico II. Ma si è cercato di trovare opere più “sexy”, che potessero avere un impatto migliore sulla pubblica opinione e rendere più appetibile l’operazione “spostamento fontana”. Per cui è stato necessario aggiungere un mutuo da un milione, tagliare i lavori previsti in piazza della Repubblica per oltre mezzo milione e rinunciare a riprogettare Piazza Federico II dopo lo spostamento del monumento.
In questo modo dentro l’emendamento al bilancio (costituito come detto da mutuo nuovo + avanzi Morosetti) possono confluire lavori “nuovi”, di pronta realizzazione (nel 2022 ci sono le elezioni), quasi tutti apprezzabili, ben assortiti per compiacere quante più persone possibile e non in precedenza riconosciuti come prioritari. E cioè: una parte del peba (lavori per circa 350mila euro sulle scuole, su un valore stimato per il peba di 3,2 milioni); l’ascensore per l’edificio comunale (180 mila); il rifinanziamento della scuola Martiri (150mila: a differenza di quanto sostenuto finora dal Comune evidentemente la ditta non aveva tutti i torti e la ctu le ha riconosciuto una parte dei lavori effettuati); il parcheggio a san Giuseppe nell’area ex repubblicani (75mila); la sistemazione dell’area esterna del centro Alzheimer (100mila); la demolizione della casetta diroccata di via Tessitori (75mila); il completamento del teatro Moriconi (500mila); il restauro della cisterna romana (80mila); e, dulcis in fundo, lo spostamento-ripristino di una statua della madonna di Loreto sulla facciata dell’edificio sede comunale (20mila).
Guarda caso più o meno il milione e mezzo aggiunto all’eredità Morosetti.

Bilancio, in generale

C’è sempre questa tendenza a tornare indietro a “quelli di prima” responsabili di tutti i problemi. Tralasciando che la giunta attuale è in sella da ormai 8 anni e più.
Il Sindaco presentando il bilancio mette le mani avanti parlando di “37 milioni” di debiti ereditati nel 2012 (ma nei suoi bilanci, in realtà, c’è scritto 26).
Parla di debito “tendenziale” ora a 21 milioni, ma sul suo bilancio c’è scritto 23 e rotti.
Sottolinea infine che la sua gestione è stata condizionata dai buchi “milionari” lasciati da STU e Arcafelice (per capire meglio quanto fossero consistenti questi buchi e per una nostra valutazione complessiva di queste esperienze, numeri alla mano:  qui , qui , qui , poi qui , e anche qui .
Esaurito questo rituale, veniamo al bilancio vero e proprio.

Indebitamento

E’ in netta crescita. Prima i parametri della spesa pubblica non consentivano di attivare nuove linee di credito, quindi giocoforza l’indebitamento era diminuito. Questo è stato possibile grazie anche ad una contrazione della spesa corrente, favorita dal blocco del turn over, compensato peraltro da esternalizzazioni e affidamenti. Ma, occorre riconoscerlo, anche da una maggiore parsimonia.
Dal 2019 è stato possibile tornare ad indebitarsi.

(i dati degli ultimi due anni riguardano 2022-2023, sono dunque proiezioni)

Fare debiti per investimenti non è né bene né male, dipende su che cosa investi. L’abbiamo sempre sostenuto e negli anni scorsi siamo stati accusati di essere irresponsabili.
Nei debiti, peraltro, andrebbe anche considerato il costo dei c.d. project financing. In realtà si tratta di esternalizzazione del debito, se fosse vero pf l’opera dovrebbe finanziarsi coi proventi della gestione e così non è. Parliamo della piscina con Team Marche, della casa di riposo con Asp, dell’illuminazione e del centro ambiente con Jesiservizi, tutte operazioni che prevedono sostanziose rate da pagare nei prossimi anni. Ciò che peserà sulle gestioni future, proprio come il debito.

Tributi

Dell’imposta di soggiorno abbiamo già detto.
Le altre aliquote rimangono ferme (che in sé non è né bene né male, bisogna vedere quanto sono elevate). La pressione fiscale aumenta per colpa della Tari, che il Comune ha dovuto adeguare ai costi effettivi del servizio, secondo le nuove modalità di calcolo. Dubbi sulle previsioni che riguardano il gettito IMU. A causa delle possibili insolvenze causate dalla crisi sarà probabilmente minore rispetto agli scorsi anni. Si conta su aiuti statali.

Investimenti
Molti programmati, ma in massima parte sono gli stessi che erano in bilancio anche negli anni scorsi, perché spesso si parte con annunci a ripetizione (come se già fossero cosa fatta), poi ci sono ritardi nella progettazione e nella cantierizzazione dei progetti, e poi si va regolarmente oltre il termine previsto per la fine lavori. In qualche caso sono scelte di amministrazioni precedenti all’avvento dei civici.

Oneri finanziari

Nel 2020 il prestito obbligazionario acceso nel 2005 è giunto a fine vita; questo ha determinato una riduzione degli oneri finanziari, che torneranno a subire un incremento nel 2022 e 2023 a seguito dei nuovi mutui già stipulati (e dunque in questo caso non si tratta di proiezioni ma di dati obiettivi)

Sociale

Buona parte dei servizi dell’Asp (centri diurni, assistenza domiciliare) sono stati interrotti nei momenti più difficili della pandemia (ne abbiamo parlato qui  ). Va riconosciuto che nel mentre l’azienda Asp ha gestito gli aiuti statali e l’amministrazione ha confermato la sua capacità di indirizzare beneficenza privata. Per il resto, luci ed ombre.
Il Comune di Jesi ha un precedente significativo: il 15 Giugno del 2015, unico nell’Asp, e tra i pochi se non unico nella regione, aveva annunciato la riduzione dei servizi a seguito dell’azzeramento temporaneo del fondo sociale regionale. Il fatto è che per il Comune di Jesi il sociale è una questione di budget e non di politiche.
Ma anche per provare a capire l’andamento della spesa sociale del comune dovremmo avere altri dati.
I 6 milioni ed oltre di spesa annuale, tanto sbandierati nei giorni scorsi, sono dell’Asp, che vuol dire 21 comuni. Il bilancio Asp, alla voce ricavi, si compone di fondi che arrivano da utenti (3,3 milioni), dall’Asur (2,2 milioni) e, appunto, dai Comuni. Jesi ovviamente fa la parte del leone, ma nel complesso vale un po’ più di un terzo del totale.
Il Comune non chiarisce come siamo messi con le liste d’attesa, quali sono gli investimenti e la spesa corrente, quanti sono i fondi nazionali, regionali e propri,
l’andamento spesa storica, che sarebbero tutti dati importanti per una valutazione.
Dal bilancio Asp si può riscontrare per esempio una diminuzione degli utenti dell’assistenza domiciliare (p.33). Sempre guardando alla Sad, su 182.279 euro di spesa la quota dei Comuni è di poco più del 10%; la quota regione circa 72%, quota famiglie 17,3%.
Altro esempio. Per la RP su 104 posti convenzionati solo 4 integrazioni di rette (p.83 del bilancio Asp). E’ abbastanza anomalo che sostanzialmente tutti abbiamo risorse per pagare la retta che è di circa 42 euro giorno.
C’è il PEBA. Ottimo. Nel 2004 ero difensore civico e lamentavo che non si stava facendo nulla al riguardo. Negli ultimi 9 anni il Peba è stato scritto, in particolare per le scuole, ed è già molto, ma non è stato realizzato. L’attuazione di una parte non particolarmente grande della spesa prevista è ora subordinata all’adempimento di un onere ereditario (la fontana!).
Le strutture che sono state realizzate in questi anni vengono tutte da fondi vincolati (finanziamenti statali e regionali e lasciti ereditari) e sono sovracomunali anche i fondi per la gestione.
L’ampio progetto di ospitalità diffusa Sprar-Siproimi, di cui il Comune si vanta di essere “capofila”, è progettato e gestito dall’ Asp, ed è frutto di buone prassi e sperimentazioni diffuse a livello nazionale e che vedono protagonista soprattutto il terzo settore. Al dunque, quando si è trattato di agevolare in qualche modo i rifugiati (si parlava dell’iscrizione anagrafica) le risoluzioni di J*ic sono state bocciate perché troppo ardite. Non a caso un’esponente di spicco di questa maggioranza (pochi giorni dopo aver rassegnato le dimissioni per partecipare alle regionali) era sul palco con Salvini in occasione del comizio tenuto a Jesi.
Il centro di prima accoglienza c’è dal 2001. Il Comune l’ha riaperto dopo averlo chiuso.
Le “politiche sociali” più riconoscibili di questa amministrazione alla fine sono il tira e molla sulle telecamere (“abbiamo risanato porta valle”) e l’interpretare i problemi sociali come questioni di ordine pubblico o come oggetto di beneficienza. Le politiche sociali propriamente dette sono delegate ai tecnici. Lo vediamo bene nelle risposte dell’amministrazione alle nostre interrogazioni.
Se non abbiamo politiche sociali, abbiamo però i servizi sociali. Questa amministrazione ha il merito importante di aver dato continuità ad una buona tradizione in materia, che però ha subito un’erosione nel tempo (pensiamo per esempio ai servizi per l’infanzia e per i giovani); ha il merito non aver fermato una macchina che va avanti da sola.

Sosteniblità

Ci piace l’attenzione per la sostenibilità.. Peccato che spesso debba essere fatto a costo zero o quasi. Come dire: lo dico ma non ci credo ( anzi ).

Cultura

Nella trattazione del bilancio si è parlato poco o niente di cultura. Vanno bene mercatini, feste, rievocazioni, ma come J*ic continuiamo ad insistere per
una redistribuzione delle risorse e delle attenzioni, volta a meglio riconoscere il lavoro culturale delle associazioni e degli operatori culturali presenti sul territorio ed a fecondare la nostra realtà con il confronto con altre realtà nazionali ed internazionali.
La rinascita culturale della città, tanto più urgente in questo momento di crisi economica che investe in maniera drammatica il settore, ha poco a che fare con le mescite notturne.
Rendere la città viva e vivace, e insieme vivibile a tutte le ore del giorno e per tutti (che è un altro obiettivo che rimane trascurato nonostante l’attenzione spasmodica per “il centro” dal punto di vista della spesa) richiede di salvaguardare le istituzioni culturali esistenti e la qualità del loro lavoro ma anche di recuperare elementi significativi dell’identità storica locale, saperi tradizionali e cultura materiale ed anche l’inclusione delle comunità straniere residenti.
Gli immobili di proprietà comunale sono un patrimonio che può essere valorizzato non solo con le (s-)vendite, ma anche concedendolo ad associazioni locali o realizzando spazi che possano incentivare lo sviluppo di nuove iniziative. E si potrebbe andare avanti con le indicazioni, a partire dal nostro programma elettorale del 2017 ( programma ).

Opere

Per finanziare i lavori pubblici c’è scritto che venderemo sedi comunali di cui però non è in progetto il trasferimento. Nel piano delle alienazioni di anno in anno si ripresentano gli stessi invenduti.
Ciononostante e per fortuna, grazie a mutui e linee di finanziamento sovralocali, in questo ultimo anno e mezzo c’è in programma di in programma di realizzare molti progetti, alcuni in verità eredità di bilanci passati. Le opere tendono a slittare di anno in anno e vengono completate in ritardo. Le carcerette sono un ‘esperienza emblematica da questo punto di vista, ma anche piazza Pergolesi e piazza Colocci sono state caratterizzate da ritardi importanti.
Gli interventi oggi programmati sui piani viari, sui marciapiedi, sul verde mirano a ripristinare la manutenzione ordinaria, cioè siamo rimasti indietro: nel passato remoto, ma anche nel passato prossimo.
Tra le opere pubbliche più significative in corso di realizzazione spiccano la Torre Erap e il Centro Ambiente: due macigni che contribuiscono ad affossare ancor più di quanto non sia la vita di uno dei quartieri che al momento più avrebbe più bisogno di riqualificazione. Assieme al Prato potrebbe ospitare una grande “area pubblica” di socialità, cultura e servizi sociali: al centro un nuovo e qualificato spazio verde, e attorno centri sociali e culturali, auditorium, sportelli periferici di ASP e Comune. E coinvolgere i residenti nella gestione, l’unico modo per far sì che tali spazi non solo non si degradino, ma “funzionino”.
Non semplici ricuciture, ma opere che realizzino un’idea di città volta a rivitalizzare i quartieri.
Non vorremmo nemmeno astronavi calate sui terreni ancora disponibili, come nel progetto del nuovo palascherma. Nell’area del Cardinaletti vorremmo una cittadella dello sport ben integrata, come era stata pensata anni fa.

A che cos’altro avremmo dato la priorità?

Qualche esempio:ad una nuova viabilità nella zona verziere-prato-politi, per disinnescare l’asse sud e dare respiro al quartiere; all’attualizzazione del progetto per l’area dell’ex ospedale;
al recupero per i complessi San Martino e Sant’Agostino, dove si è rinunciato ad intervenire perché oggettivamente difficile; avremmo mantenuto aperto l’ostello e tentato di rivitalizzare la Colocci come fondazione culturale; accelerato il rifacimento del ponte San Carlo, anche prendendo in esame l’ipotesi del raddoppio al posto della demolizione; avremmo lavorato per rivitalizzare il mercato coperto;
un ripensamento dell’area di porta valle attorno ad una stazione per le corriere degna di questo nome; incentivato la tutela e il controllo dei parchi anche attraverso la cura diretta da parte di cittadini e associazioni; trasferito la sede dei vigili urbani fuori dal centro storico; revisionato le fermate autobus, specie per le scuole;
accelerato il varo del PUMS da cui dipendono gli altri provvedimenti in materia di viabilità, piste ciclabili, parcheggi ecc.; programmato una manutenzione più regolare per gli impianti sportivi; investito su un’azione più decisa per puntare alla riduzione dei rifiuti; avremmo gestito in maniera differente la manutenzione straordinaria della piscina e l’uso dell’eredità Cesarini; avremmo costruito la Lorenzini altrove;
avremmo realizzato il centro ambiente altrove anziché investire dove sta ora; avremmo puntato sulla funzionalità della rete delle ciclabili invece che realizzarle dove era più facile e meno costoso. Avremmo risparmiato per esempio sullo spostamento statue, su Jesi città regia, sulle telecamere.
Su tutto il metodo. Più attenzione alla promozione della cittadinanza attiva, della partecipazione, della trasparenza, delle pari opportunità. Meno arroganza e presunzione, più sensibilità verso i conflitti di interesse in capo all’amministrazione, più attenzione nei rapporti con gli altri comuni e verso il territorio nella sua interezza. Ognuno deve avere la possibilità di comprendere e quindi di incidere sul governo della città, per cui occorre passare da una logica dei progetti ad una logica dei processi, basata su percorsi condivisi, trasparenti e inclusivi.

Qui e qui le riprese della seduta.

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Samuele Animali