Le proposte di Jesi in comune in occasione del Consiglio comunale di ottobre.

04 novembre 2019 / By Samuele Animali
Report del consiglio comunale del 25 ottobre 2019

La prima interrogazione all’odg riguarda l’asfaltatura del piazzale delle Conce. Auspicata a suo tempo dall’opposizione (in questo caso PD), la mozione fu bocciata dalla maggioranza su disposizione dell’amministrazione. A distanza di pochi mesi l’asfaltatura è stata fatta. Tanto per dire qual’è l’atteggiamento verso il Consiglio comunale. Il piazzale diventerà parcheggio a pagamento entro breve. Secondo noi un errore. Si può discutere per Viale della Vittoria dove la presenza di molti esercizi commerciali effettivamente suggerisce di favorire la sosta breve. Ma mettere a pagamento le Conce secondo noi significa promuovere l’ulteriore desertificazione del centro antico per farlo diventare sempre più un divertimentificio serale e notturno. Una sciagura per la valorizzazione e conservazione del patrimonio edilizio e per la vivibilità di questa parte della città.

Jesi in comune ha interpellato l’amministrazione per chiedere chiarimenti sulla nuova antenna spuntata recentemente nei pressi della stazione, che va a sommarsi con quelle già presenti a pochi metri di distanza, ad uso rispettivamente delle ferrovie e del commissariato. L’amministrazione assicura che i controlli di legge sono stati fatti e che l’impianto era previsto dal “vecchio” piano del 2016 (qualche settimana fa, rispondendo ad un’altra interrogazione, la dirigente aveva detto che non ci sarebbero state “nuove” antenne…); conferma tuttavia che dopo l’installazione non vengono più fatti controlli, tantomeno informati i cittadini residenti nelle vicinanze circa l’andamento delle emissioni.

Jesi in comune ha sollevato pure la questione del nuovo benzinaio in via Cartiere vecchie – via Pellegrini. Per l’impianto analogo che doveva sorgere nei pressi del centro commerciale arcobaleno, in via Roma, si è arrischiata una causa in Tribunale per impedirlo. Solo Jesi in comune – dopo essersi allineata alla maggioranza per via Roma – ha reclamato una simile tutela anche per questa parte della città. Ciò in quanto il transito automobilistico in questa via è particolarmente intenso e difficoltoso per il calibro della sede stradale che va restringendosi verso via Ancona, come sa chiunque passi da quelle parti nelle ore di punta, sia per l’assenza di marciapiedi pedonali per larghi tratti delle due vie. Sarà che il progetto ha promotori diversi (nel rimo caso la Coop, nell’altro una ditta jesina), sarà che alcune zone della città vanno tutelate più di altre, in questo caso l’amministrazione non ha mosso un dito (che so, tentando una permuta). Considerato che la ditta versa nelle casse comunali, come dovuto, 75mila euro in oneri di ubanizzazione (l’impianto copre un’area piuttosto grande), abbiamo proposto quantomeno che vengano investiti sul posto. Niente da fare. Verrano solo fatte opere a scomputo per la miseria di 4500 euro, giusto per le parti di marciapiede prospicenti il benzinaio. Il resto verrò dirottato altrove. Risposta dell’assessore all’interrogazione: “per fortuna è un tratto molto breve”. Bocciata anche l’idea del senso unico.

Il terzo atto proposto da Jesi in comune riguarda i lavori di Villa Borgognoni, dove sono stati sfrattati prima l’ostello, e poi l’associazione spazio-ostello, per far posto (provvisoriamente?) all’ASP. L’edificio è stato messo a disposizione nell’ottobre scorso, i lavori propedeutici all’operazione dovevano essere modesti (altrimenti che senso avrebbe un trasferimento provvisorio), ma ancora il trasferimento non è avvenuto (in ritardo come al solito). Né sono iniziati i lavori alla casa di riposo. Con l’occasione ripetiamo che sarebbe stato molto meglio trovare all’ASP una sede definitiva altrove, lasciando villa e giardino alla città ed alla sua vocazione originaria, occupando palazzi di propietà comunale attualmente vuoti e in qualche caso già ristrutturati pe ruffici (come per esempio palazzo Carotti Honorati) ed evitando di spendere soldi due volte, prima per destinare la Villa ad uffici e poi per riportarla come promesso ad essere un ostello. A meno che quello che viene presentato come un trasferimento provvisorio non sia in realtà un trasferimento definitivo. e non si vuole dire, visto che tanto i lavori finiranno quando questa giunta avrà esaurito il suo mandato. Ma a pensar male si fa peccato….

Ancora Jesi in comune ha chiesto spiegazioni sul camion-vela presente alla “Festa della famiglia” organizzata dal Comune di Jesi con fondi regionali, contenente propaganda assolutamente falsa e fuorviante circa il contenuto del dibattito politico corrente sul fine vita. Sul punto l’amministrazione non ha nemmeno risposto, delegando al dirigente del settore un’intervento di carattere meramente tecnico, peraltro sul presupposto che si trattasse di un camion-vela in movimento e quindi non soggetto ad autorizzazioni da parte del Comune. In realtà le immagini raccolte dimostrano che il camion vela era fermo in una zona interdetta al traffico, e dunque soggetto ad autorizzazione o almeno ad espressa tolleranza da parte dei responsabili delal festa e della viabilità. Ma soprattutto il rifiuto di una presa di posizione politica da parte dell’amministrazione la dice lunga su quanto questa rozza mistificazione operata su temi delicatissimi trovi ampia complicità in alcuni settori del governo locale e, c’è da presumere, sia rappresentativa di una parte del suo elettorato. Va precisato che l’associazione “Pro vita e famiglia onlus” è collegata al movimento di estrema destra “Forza nuova”  (  https://www.corriere.it/extra-per-voi/2017/07/06/tutti-legami-pro-vita-forza-nuova-0f71ba70-6254-11e7-84bc-daac3beed6c1.shtml).

Con la mozione avente ad oggetto la stazione ferroviaria Jesi in comune formula alcune proposte per l’utilizzazione dei locali attualmente vuoti dello scalo jesino, chiedendo all’amministrazione di impegnarsi per cercare di allungare l’oriaio di apertura della biglietteria e per occupare i locali a pianterreno della stazione con attività commerciali o servizi (di recente è stato utilizzato il primo piano). La stazione è una cerniera importante dal punto di vista urbanistico tra le due parti centrali della zona sud della città (Prato e Santa Maria del Piano) e questo “buco” in una zona nevralgica favorisce la scucitura del tessuto urbano e il degrado di un quartiere delicato già tagliato in due dall’asse sud. Inoltre si chiede di collegare meglio la stazione ferroviaria con la stazione degli autobus, a cominciare da una segnaletica adeguata per proseguire con percorsi pedonali dedicati. Un emendamento del PD ha opportunamente ampliato la mozione auspicando l’abbattimento delel barrire architettoniche presenti in stazione e nel sottopassaggio pubblico. La mozione è stata approvata. Vedremo che cosa si potrà combinare nei prossimi mesi.

Jesi in comune ha presentato altresì un ordine del giorno per promuoere un’interpretazione del decreto Salvini che possa agevolare l’iscrizione anagrafica dei richiedenti protezione internazionale. Un simile odg, era stato già bocciato in passato nelle due versioni proposte rispettivamente da J*ic e dal PD. Era stata invece approvata una risoluzione di maggioranza. Ora diverse pronunce giurisprudenziali propendono per un’interpreatazione costituzionalmente orientata del decreto salvini ed anche gli uffici jesini si sono adeguati. Qui la discussione è stata intensa ed accesa. A Jesi in comune non risulta che l’interpretazione creativa tanto sbandierata in passato dal Comune (basata sulla risoluzione di maggioranza) abbia prodotto riconoscimenti più facili a Jesi rispetto a quanto è successo altrove. Questa volta la maggioranza ha presentato una risuluzione quasi identica all’odg di Jesi in comune per intestarsi il fatto che oramai il dirigente può (anzi deve) iscrivere il richiedente la residenza, in attesa che si pronunci la Corte costituzionale. Risultato? Approvazione rimandata, per produrre un documentio che risulti formalmente proposto da tutti.

Ennesima serie di variazioni apportate al bilancio di previsione. Il punto più discusso è il rifacimento di Corso matteotti. Assolutamente da fare, era stato progettato già diversi anni prima che fosse eletto sindaco Bacci e il corso pedonale asfaltato come una strada provinciale sembra oggi più che mai un pugno in un occhio. Il dubbio nostro riguarda solamente l’opportunità di provvedere adesso che il centro è già segnato dal prolungarsi eccessivo dei lavori di Piazza Pergolesi e Piazza Colocci, e sull’opportunità di finanziare tutto “in proprio” con l’accensione di un mutuo molto cospicuo, nonostante la prospettiva di dover effettuare un’altro investimento ben più urgente per il ponte San Carlo non appena si troverà il concorso di qualche ente sovraordinato. E prima ancora abbiamo reclamato la necessità di coinvolgere il Consglio comunale e la città sul necessario adeguamento di un progetto datato che risule al 2005. “Fa parte del programma di mandato” dice il Sindaco. Al momento del voto noi ci siamo astenuti.

Abbiamo invece votato favorevolmente sia sull’Integrazione del contratto di servizio con l’asp, per l’implementazione dell’accoglienza dei minori stranieri non accompaganti (ora che stato smantellato lo sprar), sia per l’acquisto di una piccola area presso la riserva di ripa bianca, per poter risistemare l’accesso alla riserva dopo i danni della piena del 2018.

Tra le novità presentate nell’ennesima modifica del piano delle alienazioni, il definitivo accantonamento del recupero del complesso Sant’Agostino, che ora viene posto in vendita. Un piano sempre più velleitario, che serve a “caricare” il bilancio di poste positive che hanno un carattere pressoché figurativo, considerato che sono messi in vetrina beni, allo stato, commercialmente invendibili, come i palazzi attualmente occupati dall’anagrafe e dagli uffici comunali (per i quali non c’è alcun trasferimento in vista…). Per quanto riguarda altri immobili liberi e in vendita si è invece proceduto all’enensima svalutazione della base d’asta, considerato che gli incanti precedenti sono andati deserti. Il fatto è che gli immobili appetibili sono stati liquidati con l’operazione Progetto Jesi. E quel che è rimasto ora lo dobbiamo svendere

Infine il Consiglio ha votato a maggioranza un altro riconoscimento di un debito fuori bilancio, a causa di una sentanza della Corte d’Appello con la quale è stato rideterminato il valore di un esproprio risalente a molti anni addietro. A tal proposito Jesiamo non ha perso occasione, sia in Consiglio che sui giornali, di dare la colpa alle precedenti amministrazioni. Ma, a parte il fatto che prima di Bacci c’era Bacci, in questo caso il debito fuori bilancio scaturisce dalla riforma di una valutazione effettuata da una commissione espropri che nulla ha a che vedere col Comune di Jesi. Quindi se mai la “colpa” è quella di non aver accantonato prudenzialmente le risorse necessarie in questi ultimi bilanci approvati dalla Giunta Bacci.

Il fatto è che la “politica” di questa amministrazione consiste essenzialmente nel dare la colpa a qualcun altro quando qualcosa non va per il verso giusto. Questo tipo di giustificazione è sempre stucchevole. Ma qualche volta, come in questo caso, si esagera.

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Samuele Animali