I cittadini e la sensazione di disagio. Report del primo Consiglio comunale di Novembre

12 dicembre 2019 / By Samuele Animali

Il Consiglio comunale del 7 Novembre 2019

In risposta alle interrogazioni presentate in occasione del primo Consiglio comunale di Novembre sono state fornite alcune precisazioni sulle questioni sollevate in particolare dalle opposizioni:
– il cantiere in Piazza Pergolesi chiuderà entro Natale, con inaugurazione della piazza per l’8 Dicembre.
– per i lavori di messa a norma del teatro Moriconi c’è il progetto esecutivo, ma si intende affidarli alla Fondazione, che al momento non è in grado.
– per l’installazione del polo logistico del farmaco all’interporto si attendono le decisioni della Regione (questa era un’interrogazione della maggioranza, praticamente un assist elettorale al Sindaco per la consueta frecciata contro palazzo Raffaello e il PD).
– la scuola materna in via del Verziere verrà realizzata “presto” (non viene precisato quando); le strade sono in condizioni “problematiche” ma ora inizieranno i lavori i sistemazione grazie ad un mutuo straordinario; non si intende costituire un Consiglio delle donne ma una Consulta basta e avanza.
– su istanza di Jesi in comune l’assessore ha precisato che la demolizione dell’ex ospedale inizierà in primavera (non si sa quando finisce) e che in attesa di decidere che fare l’area verrà sistemata a verde e parcheggio; nulla di concreto su destinazione dell’ex Fatebenefratelli, linee guida per un nuovo piano di recupero, partecipazione della cittadinanza al riguardo, valorizzazione dei beni culturali (Chiesa, farmacia, oratorio).

Una menzione a parte merita la risposta all’interrogazione sull’attuazione di una precedente mozione relativa al caso Regeni. Votata dal Consiglio, prevedeva tra l’altro che la presa di posizione fosse trasmessa a Governo e Parlemnto. Col sorriso sulle labbra il Sindaco ha candidamente ammesso di aver ignorato questa parte della mozione perché “faccio come credo, visto che secondo me è inutile”.
Durante le comunicazioni il Sindaco ha annunciato che quest’anno viene onorata la festa dell’albero ed è prevista la piantumazione di 140 alberi nei giardini delle scuole e presso la reiserva di Ripa bianca. Bene. Ma qualche settimana fa una mozione con questo tipo di contenuto è stata bocciata dal Consiglio, evidentemente perché proposta da Jesi in comune.

Approvate due mozioni di portata generale. La prima propone alcune iniziative per contrastare ed informare sul cambiamento climatico, a partire dalla dichiarazione di emergenza climatica; la seconda per esprimere solidarietà al popolo curdo, oggetto di attacco da parte delle truppe turche in territorio siriano.

Dopo una discussione abbastanza animata è stata invece respinta una mozione presentata da J*ic-#ls con la quale si chiedeva al Comune di “prendere in considerazione la possibilità di utilizzare in tutto o in parte l’immobile comunale esistente presso il parco del vallato per consentire l’apertura di un esercizio commerciale munito di servizi igienici e/o di un piccolo spazio pubblico che possa costituire un punto di riferimento per gli avventori del parco, ma anche uno strumento per la riqualificazione del luogo dal punto di vista sociale”. La “casetta” è attualmente occupata dall’associzione dei camperisti, che però non possono garantire l’apertura frequente che sarebbe utile per agevolare un maggior controllo ed una più serena frequentazione di una parte della città che al momento gode di cattiva “fama”. Visto che la convenzione con i camperisti scade nel 2022 pensiamo sia il momento di avviare un dibattito su come garantire, per il futuro, una qualche forma di presidio sociale, per programamre un bando di affidamento in vista della scadenza dell’attuale contratto o anche giungere ad un accordo che preveda il pieno coinvolgimento dell’associzione dei camperisti nel potenziamento della struttura. La mozione è stata respinta perché è stato ritenuto inopportuno installare un “bar” nel parco. Motivazione sconcertante, visto che nella mozione si parlava d’altro: una cooperativa sociale potrebbe gestire un’attività artigianale o magari degli orti (come suggerito qualche giorno più tardi da un gruppo di cittadini), oppure potrebbe essere una struttura pubblica, magari destinata ai bambini, o un’associazione che si occupi di anziani o disabili. Nell’incapacità di pensare ad altro, persino il bar di cui ha parlato la maggioranza potrebbe non essere una soluzione scandalosa: vorrà dire che venderà ghiaccioli e aranciate, chiusura dopo le 8 e niente licenza per gli alcolici.

I quartieri etichettati come difficili hanno un punto in comune: il vuoto e il conseguente stato di abbandono. Non si tratta di degrado, ma di una cronica mancanza di valorizzazione, di incompleto sfruttamento delle potenzialità di una parte della città, dove mancano gli elementi che invitano ad una maggiore frequentazione e luoghia adatti per una vita sociale e collettiva. Fondamentale è il rapporto degli abitanti con il luogo che li ospita, ma se mancano troppi elemnti il rapporto salta ed il quartiere si trasforma in dormitorio. Bastano un circolo per anziani, o una bocciofile, o un bar, o un campetto sportivo, una ludoteca, uno spazio che possa ospitare iniziative come per esempio circoli di lettura o mercatini, anche un area di sgambatura per i cani degna di questo nome potrebbe andar bene. Se uno spazio rimane vuoto e senza controllo, quel vuoto aumenta la sensazione dii degrado e abbandono che spinge i cittadini al disamore per il proprio quartiere,innescando un circolo vizioso per cui il degrado produce disamore e il disamore produce degrado. Non basta prendersela col vandalo e reclamare più pattuglie e telecamere, perché rimarrebbe aperta la questione di un luogo vuoro, inutile e inospitale.

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Samuele Animali

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