Parità di genere e bilanci, fascismo e opere pubbliche. Consiglio comunale di Dicembre

19 dicembre 2017 / By Samuele Animali

BREVE RESOCONTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 18 DICEMBRE

Dalle 9 di mattina fin oltre mezzanotte: un Consiglio comunale intenso e faticoso  l’ultimo del 2017.

Come sempre, abbiamo iscritto (almeno) una mozione nella quale trovate una serie di proposte che il Consiglio prospetta all’amministrazione. Questa volta l’attenzione si è soffermata sulla mobilità ciclabile. In dettaglio la trovate qui  http://www.comune.jesi.an.it/opencms/export/jesiit/sito-JesiItaliano/Contenuti/comune/consiglio/sedute/visualizza_asset.html_769483361.html   al numero 8.

La mozione rischiava di essere bocciata senza colpo ferire, come tutte le altre. C’è un malinteso che governa l’atteggiamento della maggioranza in Consiglio, e cioè che l’unico suo ruolo sia quello di far quadrato attorno al manovratore. In realtà il Consiglio tutto dovrebbe indirizzare l’operato dell’amministrazione, anche attraverso il dibattito e il confronto. L’atteggiamento costruttivo di Assessore e Sindaco stavolta ha permesso di convenire su un rinvio del voto, volto ad approfondire la questione ed eventualmente accogliere i suggerimenti che emergeranno in Commissione.

Diversa sorte è stata riservata alle mozioni sul Pedibus e sulla ex Filanda Girolimini, presentate dal PD e bocciate essenzialmente per due motivi. Il primo, come hanno affermato i capogruppo di maggioranza, è che il Comune ha cominciato a provvedere e dunque non bisogna disturbarlo. Il secondo, come ha fatto capire il Presidente del consiglio comunale, è che le mozioni per essere ammissibili debbono chiedere poche cose semplici e non criticare la Giunta.

Prima del bilancio e dei provvedimenti ad esso collegati sono stati portati all’approvazione molti altri atti.

Anzitutto il regolamento per la concessione in uso temporaneo dei locali comunali. Qui Jesi in comune – Laboratorio sinistra aveva proposto un’integrazione, volta ad escludere chi si richiama all’ideologia fascista o pratica forme di discriminazione. L’emendamento è stato (scandalosamente) bocciato dalla maggioranza consiliare. La quale se n’è poi approvato uno tutto suo, che stigmatizza soltanto le “ideologie totalitarie”: qualunque cosa ciò significhi (e già questa vaghezza fa preoccupare). Rimangono tollerate le discriminazioni (razziali, etniche, religiose e di genere). Il tutto condito con discorsi farciti da considerazioni sprezzanti nei confronti di non meglio specificati “occupanti abusivi” e dei “comunisti”, accomunando chi ha contribuito a scrivere la Costituzione con lo stalinismo; sebbene di stalinisti –  fortunatamente – se ne vedano più pochi, mentre si ringalluzziscono militanti ed epigoni di Fn e Casa Pound. http://www.qdmnotizie.it/lettere-opinioni-jesi-comune-concessione-spazi-comunali-atteggiamenti-discriminatori/

Un’altra perla l’abbiamo ascoltata ragionando sulla composizione della Commissione toponomastica, cioè quella formata per dare i nomi alle vie. Noi abbiamo reclamato un equilibrio di genere nella composizione, anche per riequilibrare una situazione in cui la quasi totalità delle vie cittadine è intitolata a uomini; ci è stato risposto che non si poteva fare appello alla parità di genere perché è un concetto “vago”. Mai sentito parlare evidentemente di “gender studies” e di tante associazioni jesine! http://www.centropagina.it/attualita/jesi-rigettato-lemendamento-la-parita-genere-nella-commissione-toponomastica/

A proposito dell’integrazione (dovuta) del Regolamento edilizio comunale, con la previsione di prese per ricaricare le auto elettriche nei condomini più grandi, abbiamo fato notare che a Jesi mancano del tutto colonnine pubbliche. Se ne potrebbero installare anche avvalendosi se necessario  del contributo di soggetti che ne avrebbero tutto l’interesse, quali per esempio i centri commerciali.

Vista la riforma del regolamento del mercato ortofrutticolo, abbiamo fatto notare che la dismissione de facto della gestione pubblica del mercato coincide con il progressivo disimpegno dell’amministrazione da ogni ruolo attivo nella promozione della filiera corta, dell’agricoltura biologica e sociale, del commercio equo e solidale, della finanza etica…

Abbiamo espresso qualche dubbio sulla possibilità indiscriminata di costruire impianti sportivi coperti (anche privati) nella zona del palasport, in quanto non vengono specificati piani o progetti. Ma abbiamo rilanciato l’idea di realizzare un vero skate park (che avevamo già inserito nel programma), ottima occasione di aggregazione, svago e pratica sportiva.

Sull’imposta di soggiorno, pur votando contro, abbiamo assunto un posizione “laica”. Ne senso che ad apparire vessatoria non è la tassa in sé, ma è l’idea di applicare un nuovo balzello senza che a ciò corrisponda un’indicazione di come queste nuove entrate verranno specificamente utilizzate per rendere la città più accogliente(si parla di 40 mila euro per anno). Senza dimenticare che più del 90% delle persone viene a Jesi non per turismo ma per lavoro, convegni ecc. E trova una città quasi priva di servizi a loro dedicati: bagni pubblici, trasporto urbano, stazioni, segnaletica… sono tutte infrastrutture piuttosto mal ridotte.

Nella seconda parte del Consiglio si sono intrecciate le questioni relative alle opere pubbliche ed al bilancio. In ordine sparso si è parlato tra l’altro di abbattimento delle barriere nei palazzi comunali, compreso Palazzo della Signoria (mentre palazzo Honorati, dove gli ascensori ci sono, rimane largamente inutilizzato), dei lavori di adeguamento antincendio del teatro Moriconi – che attualmente funziona “in deroga” (come riuscirà FPS a finanziarli nonostante il buco che la sta zavorrando?), della scelta di accorpare l’attività di Jesiservizi al Campo Boario, pregiudicando almeno per i prossimi 20 anni la possibilità di liberare dal “centro ambiente” una zona semi-centrale della città e già molto difficile dal punto di vista urbanistico e sociale.

Sul bilancio abbiamo sottolineato l’inesistenza nell’amministrazione di qualsiasi preoccupazione volta a garantire per tempo una piena conoscenza degli atti ed una discussione serena e approfondita tanto in Consiglio che nella città. Invece l’incontro di presentazione del bilancio è stato programmato soltanto il giorno prima dell’evento e a poche ore dal Consiglio, la Commissioni sono state programmate quando oramai erano scaduti i termini per presentare emendamenti e la relativa documentazione non è stata nemmeno caricata on line. Insomma il contrario di quel  “bilancio partecipato” che abbiamo sempre auspicato. Fortuna che il Sindaco, in un sussulto di amor proprio (in effetti appare molto a suo agio quando si può parlare di bilanci…) ha promesso che per il 2019 ci si potrà organizzare per tempo: restiamo vigili sul punto.

Tutto in regola, dice invece il Presidente del Consiglio. Dimenticando che la democrazia è sostanza e non liturgia.

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Samuele Animali