Politiche sociali e culturali, presunzione ed errori. Il primo Consiglio comunale di settembre

23 settembre 2019 / By Samuele Animali
Report del Consiglio comunale del 12 settembre

Cominciamo col riferire delle comunicazioni del Sindaco perché salta fuori di nuovo il biodigestore (decide lui di che cosa parlare, rifiutando di rispondere in aula alle sollecitazioni dei gruppi consiliari, ci ha tenuto a ribadirlo anche in questa occasione). La novità è che il Comune di Jesi, dopo aver chiesto e fatto esaminare in Consiglio gli studi per Coppetella, ora propone di farlo in area ex Sadam. Peccato che questo non ci fosse scritto nell’atto di indirizzo che si è stato fatto approvare dalla sua maggioranza  di tutta fretta  prima dell’estate, sebbene questo cambiamento di rotta fosse stato già vagliato nelle segrete stanze. L’importante evidentemente era che non se ne discutesse, per lasciare mano libera a Sindaco e Sadam di trattare con l’Ato. Il sindaco ha difeso questa sua idea della democrazia, lamentandosi per aver dovuto “aspettare” comunque il via libera dal Consiglio comunale su un ipotesi (generica ed eventuale) di cambiamento della localizzazione.

Sui lavori alla piscina comunale l’assessore ha confermato che non sarà pronta a settembre e neanche a novembre. Forse a gennaio, ma è una “speranza” (!). Sempre meno di quanto c’è voluto per Piazza Pergolesi, Piazza Colocci, Carcerette, via Garibaldi, Sant’Agostino…). Ma soprattutto: come fanno altrove ad avere piscine più nuove e funzionali di quella che sta disegnata in questo progetto?  Tra l’altro Il project financing, per definizione, dovrebbe ripagarsi coi proventi della struttura (si pensi per esempio ai pedaggi autostradali) e invece a Jesi è previsto un rimborso integrale di quanto anticipato dal privato, oltre che la gestione praticamente gratuita per 15 anni di un impianto totalmente rinnovato, più idoneo al fitness, ma non adatto a molte attività agonistiche.

In risposta ad un’altra interrogazione di Jesi in comune – Laboratorio sinistra  è stato confermato che anche la scuola di via Asiago riaprirà non si sa bene quando ma comunque in ritardo rispetto al piano dei lavori. Possibile che on si riescano a programmare i disagi a carico, di in questo caso, di bambini e famiglie?

Durante questa seduta del Consiglio la maggioranza del Sindaco Bacci ha respinto una mozione presentata da Jesi in comune – Laboratorio sinistra che aveva come oggetto il funzionamento delle unità multidisciplinari per minori ed adulti. La loro funzione di valutazione e presa in carico è riconosciuta come livello essenziale di assistenza, cioè obbligatoria per legge e questo servizio è assolutamente necessario per le circa 450 persone con disabilità (e relative famiglie) presenti nel nostro distretto, perché, solo per fare qualche esempio, rende possibile l’inserimento scolastico e lavorativo delle persone disabili e la loro assistenza domiciliare o residenziale.

In questo momento, a causa di una grave carenza di personale, le unità di valutazione non riescono a funzionare correttamente. La mozione presentata da Jesi in comune chiedeva semplicemente al Sindaco di intervenire presso l’ASUR perché si tamponasse questa carenza di personale. Nulla di risolutivo, tanto più che la situazione è stata già ampiamente segnalata dall’Asp, di cui il Comune è capofila, oltre che dalle associazioni di settore. Ma un appello condiviso da tutte le forze politiche presenti in Consiglio sicuramente avrebbe avuto un suo significato.

Meritevolezza e urgenza dell’iniziativa sono state condivise negli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione e però… E però, come è successo altre volte, il capogruppo di maggioranza Filonzi ed il Sindaco hanno confezionato il solito ricatto. O nella mozione aggiungete quello che diciamo noi, oppure non la approviamo. E così è stato.

Quali erano queste “condizioni”? Primo, l’appello va rivolto direttamente anche nei confronti “della Regione”. Tecnicamente chi deve provvedere alle assunzioni è l’Asur e forse sarebbe stato meglio mantenersi sul pezzo, magari inoltrando il tutto alla Giunta regionale per conoscenza (che poi Asur e Regione in fondo sono la stessa cosa). Ma comprendiamo perfettamente che il Sindaco, come qualche suo consigliere, si sentano in campagna elettorale e abbiano bisogno di approfittare in ogni occasione per bastonare direttamente quelli che al momento hanno scelto come propri avversari politici. D’altra parte noi stessi non abbiamo particolare simpatia o cointeressenza con l’attuale amministrazione regionale. Nulla in contrario, quindi.

Seconda condizione posta dall’emendamento-Filonzi: va aggiunta l’adesione all’iniziativa di Bacci nei confronti dell’Assemblea di ambito per una maggiore autonomia dei Sindaci in tema di sanità locale. Anche qui nulla in contrario nel merito. La pretesa di inserire un argomento estraneo crea però qualche problema da un punto di vista formale. Perché altrimenti le mozioni a firma di J*ic – # ls finiscono per essere approvate con un contenuto diverso, inserito dalla maggioranza “a scatola chiusa”, senza possibilità di un previo approfondimento: un precedente pericoloso.

Insomma abbiamo chiesto che questa seconda parte fosse inserita in una risoluzione distinta. Questa è stata la scusa per bocciare la mozione. Sembra che il Sindaco, forte anche del vincolo di mandato sottoscritto dai suoi consiglieri, si sia dato come preciso obiettivo quello di bocciare pregiudizialmente tutte le proposte altrui che abbiano una qualche rilevanza politica.

Su Umee e Umea noi continuiamo ad impegnarci singolarmente e come liste civiche e gruppo consiliare. Contiamo sul fatto che il Sindaco faccia altrettanto col suo ruolo istituzionale. Dispiace che in questo modo non si sia voluta condividere l’iniziativa nei confronti dei gravi ritardi di Asur e quindi della Regione.

Accettata invece la “donazione” del “museo” multimediale Federico II. Secondo noi un pacco, più che un regalo, e per questo abbiamo votato contro.

Tanti i punti che non convincono. Non c’è un piano economico finanziario; la gestione potrebbe essere ancor più onerosa visto che non possiamo conoscere i dati del 2019 (forse è per questo che la donazione avviene ad ottobre?); con gli oneri dello stupor mundi il bilancio della cultura sarà ancora più ingessato; il valore della donazione è stato stimato dal gestore attuale e non dal Comune; non abbiamo rinegoziato l’affitto della sede, anche perché giusto pochi mesi fa abbiamo speso 17500 euro per ingabbiare la statua dell’imperatore in un cortile privato e in questo modo ci siamo legati mani e piedi a quel palazzo (la prima ipotesi era stata l’ex museo archeologico nel complesso Mestica); per il progetto sull’ “itinerario svevo” (che peraltro poco ha a che fare con la questione del passaggio di gestione) al Comune di Jesi sono stati girati a Jesi dei soldi destinati ai territori terremotati.

Va fatta una riflessione anche dal punto di vista culturale: chiediamoci quanto la città voglia il Museo o se invece preferisca un cinema, l’Università, il completamento dei lavori al Teatro Moriconi.

La cultura non è turismo, come invece si ostina a credere questa maggioranza, altrimenti il nostro margine sono i croceristi che trascorrono due ore in città e di certo non hanno il tempo di vedere i musei cittadini

In questo caso il sindaco fa esattamente il contrario di quello che ha detto e fatto in mille altri occasioni, quando a proporre siamo stati noi, che si trattasse di “investimenti” culturali o altro: e cioè “non ci sono i soldi”. Mense, torre Erap, arca-felice, università, cinema all’aperto, Jesiestate, difensore civico (!), fondazione cervi, partecipazione alla marcia perugia assisi (!!!), anagrafe pubblica degli eletti, rotatorie, museo del novecento e potremmo andare avanti ancora per un po’. FA unio strano effetto trovarsi per una volta a parti invertite. Avranno cambiato idea o per qualche motivo questa è una faccenda “speciale”?

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Samuele Animali