Reticenze, ritardi, interessi. Consiglio comunale di Giugno.

04 luglio 2021 / By Samuele Animali
Seduta del 24 Giugno 2021

Anche questa volta niente question time. L’innovazione introdotta poco tempo fa non ha ancora ingranato. Il Consiglio comunale si apre dunque con le risposte alle interrogazioni e interpellanze.

Teatro Moriconi

Ennesima promessa sulla riapertura. Sarà che gestire il Moriconi costa ed è stato doppiamente conveniente ritardare? Parliamo di un teatro splendido per la sua estetica del tutto particolare. Tutti avremmo delle idee. Da Piazza Indipendenza, per esempio, sventolano lo specchietto per le allodole del cinema. Avere di nuovo un cinema in città sarebbe un’ottima cosa, ma non a scapito di uno spazio che servirà a rilanciare lo spettacolo dal vivo. Esitono molti luoghi più semplici e più adatti da utilizzare come cinema, senza contare che la gestione promiscua di cinema e teatro sarebbe problematica. Una guerra tra poveri.

Ponte San Giuseppe

L’amministrazione risponde ad un’interrogazione(del PD) ringraziando “gli uffici” per aver messo in sicurezza il ponte. Al solito: quando c’è un problema si scarica la patata bollente sui tecnici. Dice che la colpa è della “giunta precedente”, ma sono quasi 10 anni che questa amministrazione “del fare” (o del dire che fanno?) è in sella, e se ne accorge solo ora nonostante le ripetute segnalazioni. Al momento non si sa quando e come si metterà mano. Hanno forse aspettato di poter lasciare l’onore di provvedere alla “giunta successiva”?

Lavori Corso Matteotti

Abbiamo chiesto spiegazioni sui rallentamenti dei lavori. Il cantiere è diverso da come annunciato. Ci si vantava che sarebbe stato fatto per piccoli lotti per diminuire il disagio, ora ci si vanta di procedere tutto in una volta per fare più velocemente.

Piste ciclabili

Siamo favorevoli alla realizzazione di nuove ciclabili ma vediamo che per come sono realizzate possono rivelarsi pericolose e questo ne condiziona la fruibilità. Sono state rispettate le regole del codice della strada. Quindi, conclude l’amministrazione, i disagi e i pericoli evidenziati in un’interpellanza di J*ic non esistono. Gli avvallamenti però ci sono (ma solo nelle nelle ciclabili vecchie, precisa l’assessora). I cordoli no, non ci sono. Le interruzioni e gli attraversamenti pericolosi ci sono (“ma sono segnalati”, dice). Infine il parcheggio accanto alla pista, lungi dal rappresentare un pericolo quando si aprono gli sportelli lato passeggero, “garantisce anzi la sicurezza della corsia ciclabile” (!!). Insomma, dice l’assessora, la pista ciclabile è sempre e comunque sicura se è nello stesso senso di marcia delle vetture. Aggiunge che non è facile fare piste in “sede propria” (cioè protette dal traffico), ma la pista è stata fatta così – sulla sede stradale – per educare gli automobilisti a rispettare ciclisti (!). Speriamo bene insomma.

Le comunicazioni del Sindaco

Come già altre volte il Comune si intesta il (bel) progetto ex Sprar “Ancona provincia d’asilo”; che per la precisione è gestito da Asp per conto dell’ambito (22 comuni) e tenuto in piedi da un pool di cooperative. Come da costume di questa amministrazione viene poi sbandierato come un “riconoscimento” per la città la partecipazione ad una call con un filmato realizzato nell’ambito del progetto.

“Per il sesto anno consecutivo” il Sindaco parla della buona posizione raggiunta dalle mense scolastiche in una classifica “nazionale” che riguarda – dice lui – la “qualità del servizio”. Per la precisione, però, la classifica cui si fa riferimento (che peraltro ci vede perdere qualche posizione) parla dei menu. Soprattutto egli evita di ricordare in occasione della privatizzazione delle mense il Comitato dei genitori ha dovuto duramente scontrarsi con i gestori per mantenere un minimo di controllo almeno sul menu e imporre la scelta del biologico e del km zero. Ora però ringrazia anche i genitori (quelli attuali o quelli di qualche anno fa?).

Sul ponte San Carlo l’attuale amministrazione continua a parlare come se da 10 anni a questa parte a governare Jesi ci fossero stati altri. Adesso che è cambiata la giunta regionale sono sorti problemi sulla disponibilità dei fondi promessi in passato. Non è stata ancora pubblicata la gara quindi siamo in ritardo prima di partire. Ora del ritardo si va ad incolpare anche il Covid. Che sicuramente ha influito sull’operatività degli uffici comunali, ma si è dimostrato piuttosto “selettivo”, in quanto ha ostacolato solo alcuni lavori e non altri. Non per esempio lo spostamento della fontana o il rinnovamento di Corso Matteotti. In dieci anni il Comune di Jesi ha avuto senz’altro il merito di ottenere da altri Enti i fondi necessari per la ricostruzione.

Considerazione generale (del Sindaco): noi siamo bravi ma siamo ingiustamente criticati, mentre “gli altri”, nessuno escluso, raccontano bugie. Ci aspetta una lunga campagna elettorale, con toni che vanno sempre più sopra le righe.

Jesi in comune aveva chiesto al Sindaco di riferire sullo stop ai lavori di costruzione della torre erap e sul complesso ex Giuseppine, che è andato all’asta proprio mentre era stato anunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione della struttura residenziale per persone disabili finanziata con l’eredità Cesarini. Il Sindaco non ha ritenuto di rispondere né su queste due circostnze, né sui malori che si sono registrati presso il centro vaccinale a causa del caldo intenso di questi giorni (l’aveva chiesto il PD).

Chi avrà la pazienza di guardare la registrazione filmata della seduta del Consiglio (link in calce) potrà constatare ancora una volta come il Sindaco non ami essere criticato. E quindi, validamente spalleggiato dal Presidente del Consiglio comunale Massaccesi, si senta in diritto di interrompere (minuto 1:05) chi fa notare la sua incoerenza nel leggere auto-elogi per sostenere l’ex sprar, salvo contemporaneamente flirtare con la Lega di Salvini, sia personalmente, sia sostenendo la candidatura di suoi sostenitori “di spicco”.

Mozioni

La mozione presentata dalla consigliera Gregori avente ad oggetto la riapertura delle sale cinematografiche era condivisibile nelle premesse. Jesi in comune astenuta. Ovviamente di questi tempi l’amministrazione non può aprire un cinema in proprio. Ma nella mozione si parla di solamente di uno specifico operatore privato, meglio sarebbe chiedere all’amministrazione di supportare tutti i soggetti potenzialmente interessati a muoversi, comprese associazioni, comitati di cittadini….

Approvata unanimemente una mozione di maggioranza relativa alla c.d. tampon tax: oggi gli assorbenti scontano l’iva del 22 percento. Si tratta di una discriminazione di genere da superare. Un atto simbolico (legifera il parlamento). Ma i simboli sono importanti. Una curiosità: non si era approvato (la maggioranza…) un atto con il quale si vietava l’uso della lingua inglese là dove non strettamente necessario?

Una mozione sullo “smart working” (e dai con l’inglese…  ) chiedeva di agevolare coloro che si trasferiscono a Jesi (!) potendo lavorare da remoto. Non convince questa enfasi sullo smart working: interessante come modalità complementare, ma molte sono le questioni aperte.

Le pratiche ordinarie

E’ stata conferita la cittadinanza onoraria all’avv. Serrini, Silvano Zitti (per la sua ricerca delle notizie sugli italiani scomparsi in Russia durante il secondo conflitto mondiale) e, su proposta delle associazioni combattentistiche, al milite ignoto.

Con una mozione proposta dalla maggioranza si è chiesta l’introduzione di regole più vantaggiose per cantine e locali storici.

E’ stata approvata un’altra variazione del bilancio di previsione (in ballo conti covid ma anche centro ambiente); sono state recepite disposizioni nazionali relative alla disciplina della tassa rifiuti; è stata approvata in via definitiva la variante “via Campania – viale Don Minzoni” (su cui ci eravamo già soffermati nella seduta del Consiglio comunale del mese di Febbraio scorso); è stato modificato il piano delle alienazioni (l’immobile che ospitava il vecchio canile a Montecarotto, invenduto come molti altri beni, verrà concesso in locazione), è stato acquisito un breve tratto di strada realizzato dall’interporto in sostituzione di un altro che è stato inglobato nella struttura.

Regolamento sui beni comuni

In primo luogo i regolamenti, soprattutto quelli che dovrebbero qualificare l’azione politica di un’amministrazione, andrebbero approvati all’inizio di un mandato, non alla fine, che tanto toccherà a qualcun’altro applicarli. Abbiamo qualcosa da rimarcare per quanto invece riguarda il contorno (così definito dalla maggioranza), cioè l’assenza di un metodo partecipativo. In effetti gli esponenti dell’opposizione avevano assicurato collaborazione per arrivare all’approvazione di un buon regolamento, partecipando con convinzione (forse più della stessa maggioranza) al gruppo informale costituito ad hoc. Si pensava fosse solo l’inizio di un percorso partecipativo con la cittadinanza, cioè con chi poi quel regolamento dovrà farlo suo e praticarlo. Ed invece il regolamento è arrivato in Consiglio comunale bello e pronto, predisposto dalla sola maggioranza. Secondo noi un regolamento che ha l’ambizione di attuare il principio di sussidiarietà orizzontale con tale principio deve essere coerente anche nel momento della sua predisposizione ed approvazione.

Alcune associazioni hanno chiesto un vero processo partecipativo (e tale non è la semplice richiesta di osservazioni), ma sono state accusate dal Presidente del Consiglio comunale di essere “poco serie” (letterali parole), mentre le stesse richieste di rinvio non sarebbero genuine perché non firmate.

Un processo partecipativo è fatto di forum pubblici, incontri di approfondimento, focus group, informazione della cittadinanza e confronto con l’opinione pubblica e con gli esperti; richiede una forte disponibilità all’ascolto da parte dell’amministrazione e delle forze politiche, che alla fine potranno proporre anche proprie osservazioni. Per esempio è ciò che è stato fatto qualche anno fa in occasione dell’approvazione del piano idea. Per l’amministrazione bastano le osservazioni – che in realtà non sono arrivate (come fai a fare osservazioni su ciò che non conosci?) e queste faccende (incontri pubblici e via discorrendo) si possono fare eventualmente DOPO che il regolamento è stato approvato.

Dopo l’approvazione del regolamento con l’astensione di tutte le opposizioni la maggioranza ha bocciato anche una risoluzione che avrebbe obbligato a programmare questo confronto almeno in un momento successivo.

Il regolamento di Jesi ha preso spunto da quello di Bologna. A Bologna però si è arrivati al regolamento dopo due anni di lavoro sul campo, perché, per dirla con le parole del Prof. Cammelli che ha contribuito alla nascita di questo progetto, “il regolamento, con tutti gli adattamenti che le varie situazioni e i diversi contesti richiedono, è molto più un punto di arrivo che non un punto di partenza”.

Interporto:

Sospesi i giurdizi su Cemim (alla fine pare che Cemim sia stata fatta fallire in bonis), dice il Sindaco “speriamo che la piattaforma logistica delle Marche funzioni” e “l’arrivo di un operatore dell’e-commerce non c’entra niente”. Ma poi con una frase fatta dice pure che “fa da volano” per il mondo dell’indotto”. Insomma su Amazon è reticente e quello di cui si può parlare è l’idea di risanare la società sperando che interagisca con porto e interporto. Alla fine però dice che l’arrivo di amazon rivitalizza un’infrastruttura “abbandonata a sé stessa”. Insomma tutto e il contrario d i tutto.

Non è la prima volta che l’amministrazione rifiuta di riferire, giustificandosi affermando di “non sapere”. Che sarebbe grave, ma poco credibile. La costruzione dell’hub di Amazon sul territorio jesino è un evento che segna il profilo urbanistico e sociale della città ed intercetta e condiziona le sue strategie di sviluppo nel medio termine. Ma anche su questo l’amministrazione non coinvolge la città preferendo la logica del fatto compiuto, lasciando in questo modo sedimentare gli interessi privati su operazioni che invece hanno un grande impatto sulle condizioni dei lavoratori, sul modello di sviluppo, sulla pianificazione pubblica dal punto di vista economico e produttivo (si pensi all’interporto) e urbanistico. Se questa progettualità non esiste o non viene esplicitata è anche difficile che l’opinione pubblica possa elaborare una posizione ben fondata.

Siamo convinti che le strategie dell’interporto interferiscano profondamente con ciò che vorrà fare questo privato e il fatto che in questa fase avvenga tutto sottobanco non è per nulla rassicurante circa gli interessi di chi si sta muovendo e le intenzioni degli operatori coinvolti.

Per rivedere il Consiglio comunale (il filmato è indicizzato):

https://webtv.comune.jesi.an.it/live110-Consiglio-Comunale.html

 

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Samuele Animali