Urbanistica, corridoi umanitari, 194, regolamenti e altro. Secondo consiglio comunale del 2021

26 febbraio 2021 / By Samuele Animali
Report (anzi resoconto) del Consiglio Comunale del 25 Febbraio 2001

Ingiallimento di Piazza Pergolesi

Su tutta la pavimentazione di piazza Pergolesi sono comparse delle macchie giallle. Si disse che la piazza sarebbe stata bianca-grigia e nessuno accennò al fatto che avrebbe cambiato colore. Ma secondo l’amministrazione non è ingiallita e comunque va bene lo stesso perché è una caratteristica naturale delle pietra (Assessore Renzi).. Per il Corso, però, verrà probabilmente utilizzata una pietra diversa

https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/la-pietra-in-piazza-pergolesi-non-%C3%A8-ingiallita-1.6068089

Scuola Martiri della libertà.

Jesi in comune ritorna per l’ennesima volta a sollecitare il completamento di una ristrutturazione che, secondo i piani, avrebbe dovuto essere ultimata già da alcuni anni a questa parte. (Ri-) cominceranno presto i lavori (amen), non si sa in che stato siano le suppellettili e le attrezzature lasciate ad invecchiare a finestre aperte e rimosse solo in questi giorni.

foto centropagina

Lavori all’Oasi di Ripabianca

Altra interpellanza di Jesi in comune sui lavori all’Oasi di Ripa BIanca, annunciati e mai partiti. In effetti sono ancora in corso le valutazioni preliminari. La strada di accesso è parzialmente crollata nel 2018. “Speriamo procedano più velocemente” (Assessore Napolitano).

foto leggopassword

Rifacimento di Corso Matteotti

In una lettera aperta inviata all’amministrazione ed ai consiglieri l’architetto Sergio Morgante, già progettista di diverse opere jesine (in particolare il parco del Vallato e Piazza Federico II) ha formulato alcune osservazioni per quanto riguarda il rifacimento del Corso. La circostanza è stata ripresa in un’interrogazione di Jesi in comune.

https://www.qdmnotizie.it/jesi-pavimentazione-corso-larchitetto-morgante-lastre-grandi-errore-grave/

Abbastanza piccata la risposta dell’Assessore. “Vanno rispettate le opinioni di tutti, ma quando diventano critiche all’operato degli altri sostenere l’esistenza di un errore mette in discussione l’operato addirittura dei progettisti e della commissione”. Ha aggiunto poi che lo spessore delle lastre può essere limitato (Morgante paventa delle rotture) grazie alla presenza del massetto sottostante.
Commento. Le osservazioni dell’architetto Morgante hanno un contenuto tecnico, ma come tali possono non essere in linea con quelle di altri suoi colleghi. Succede spesso. Sembra fuori luogo un accusa che suona come “lesa maestà”. Provengono da un professionista che conosce bene la città e  sono state confermate dallo stesso progettista dei lavori del Corso, arch. Marasca (in un’intervista a Il Resto del Carlino, martedì 23 Febbraio, pag. 20). Secondo noi andrebbero tenute in considerazione.

In effetti attualmente le piazze pedonali vengono in genere  lastricate, come spiega bene questo articolo pubblicato da Italia nostra di Senigallia.

https://www.viveresenigallia.it/2009/03/16/italia-nostra-per-la-tutela-dei-selciati-storici/193349/

Tuttavia corso Matteotti rimane una via occasionalmente transitabile, per quanto destinata ad area pedonale. Inoltre le lastre di Piazza Pergolesi hanno effettivamente una superficie molto ampia, come evidenzia questo confronto con il foro annonario di Senigallia, a cui si fa riferimento nell’articolo.

foto qdmnotizie

foto dreamstime

Comunicazioni del Sindaco

Dopo un ricordo dell’avvocato Serrini, un lutto per il foro jesino e per la città che aveva animato con la sua passione politica, si è parlato di covid e dell’avvio dei lavori alla Lorenzini. Per quanto riguarda la pandemia il momento è particolarmente drammatico, con l’ospedale al completo e diversi focolai in città (uno dei quali proprio all’interno degli uffici comunali). Speriamo che le misure siano efficaci, abbiamo sottovalutato il virus nel tentativo comprensibile di conciliare i diversi interessi in gioco; e abbiamo sperato che fosse finita. Sulla Lorenzini siamo stati critici quanto alla scelta della localizzazione ma, una volta presa la decisione, siamo i primi ad esprimere preoccupazione e rammarico per questo grave ritardo che rischia di creare anche un effetto domino sulla disponibilità di sedi per altre scuole in vista del prossimo anno scolastico. Nella speranza che si possa rientrare in presenza.

No all’inglese

In una mozione approvata dalla maggioranza e proposta dal gruppo “Patto per Jesi” si impegna l’Amministrazione  a limitare l’utilizzo delle lingue straniere ed in particolare della lingua inglese nei provvedimenti comunali, accompagnando “comunque” le parole straniere alla traduzione in lingua italiana.  Da oggi in poi a Jesi  non si farà smart working ma lavoro furbo, niente più diretta streaming ma  flussi multimediali in diretta; il prossimo Brand festival verrà ridenominato Festival di marca; verrà cambiato di nuovo lo Statuto e al posto del question time avremo il tempo delle domande, e mentre i comuni vicini faranno i conti con il temibile lockdown, a Jesi avremo forse un inquietante confinamento. Forse non ci sarà bisogno di modificre il nome al piano Jesi in progress in quanto la sua attuazione sembra sparita dai radar. Pardon (chiedo scusa), dagli apparecchi di radiorilevamento e misurazione di distanza.   🙂

Senza esagerare, speriamo:

https://be.la7.it/propagandalive/video/tutte-le-parole-fasciste-che-ce-lhanno-fatta-lelenco-di-valerio-aprea-08-01-2021-358503

Corridoi umanitari

E’ stata approvato un Ordine del giorno proposto da Jesi in comune con il quale si impegnano il Sindaco e la Giunta ad attivarsi, in ogni sede opportuna, affinché si apra un corridoio umanitario che consenta ai profughi oggi in Bosnia di raggiungere in sicurezza i paesi europei. Si tratta di garantire accoglienza a chi fugge da situazioni drammatiche e di  raccogliere e farsi portavoce della disponibilità già dimostrata in tal senso da associazioni che si occupano di accoglienza nel territorio, affinché sia consentito dare seguito a tale dimostrazione di solidarietà. Come al solito è stato necessario pagare dazio (altrimenti la maggioranza respinge, come vedremo in occasione del successivo Odg): in questo caso sono stati aggiunti due emendamenti – il cui contenuto a nostro credere era già ricompreso nelle conclusioni ma va beh… – nei quali si specifica che occorre promuovere i “corridoi sanitari” (in realtà una tipologia di corridoio umanitario) e che bisogna inviare l’ordine del giorno alle amministrazioni della Vallesina “affinché vengano promossi nel territorio incontri e occasioni di confronto”.

Potenziamento consultori, contraccezione gratuita e protocollo per l’ivg

L’ordine del giorno presentato dalle Consigliere Marguccio e Santarelli è stato repinto dalla maggioranza. Esprimendo la propria contrarietà alla possibile sospensione, nella Regione Marche, della procedura per l’interruzione volontaria con metodo farmacologico, chiedeva a Regione ed Asur di potenziare i consultori pubblici, in particolare per garantire la contraccezione gratuita e assicurare la piena applicazione della 194 in ogni struttura. La bocciatura è arrivata perché le proponenti non hanno accettato che venisse messo in discussione un emendamento (sempre Cioncolini) nel quale, tra l’altro, si specificava l’utilizzazbilità “esclusivamente in ambiente ospedaliero” del farmaco Myfegine. La precisazione è stata ritenuta tecnicamente non corretta dalle proponenti ed evidentemente era assolutamente “fondamentale” per la maggiornaza consiliare, perché tanto è bastato per respingere l’ordine del giorno in blocco. La maggioranza si è poi approvata una sua Risoluzione già preordinata da tempo.  Da questa risoluzione risulta espunto ogni riferimento all’atteggiamento contrario alle linee guida ministeriali assunto dalla Regione Marche. Risulta inoltre assente ogni riferimento al fatto che presso l’ospedale di Jesi tutti i medici sono obiettori, ostacolando in questo modo l’accesso al IVG delle donne di Jesi e Vallesina. In questa risoluzione, peraltro, l’emendamento assolutamente indispensabile… non c’è! E’ evidente che il motivo per cui l’Odg è stato respinto sta tutto nelle osservazioni critiche che conteneva nei confronti del comportamento delle autorità regionali e del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale Carlo Urbani.

Regolamenti

Sono stati approvati con voto unanime il Regolamento per la concessione continuativa di locali e spazi e il Regolamento per la concessione delle civiche onoreficenze e benemerenze. Sul primo in realtà abbiamo evidenziato dei punti molto delicati, che andranno attenzionati in sede applicativa, in quanto poco chiari o di difficile attuazione. In effetti d’ora in poi ci saranno un elenco dei locali e spazi comunali assegnabili in comodato e un bando pubblico. Le incertzze riguardano per esempio i soggetti eleggibili (le imprese sociali sono escluse, ma normativamente non è ancora agevole distinguerle dalle cooperative sociali; oppure: i comitati informali possono accedere? no, perché non riescono ad iscriversi all’Albo comunale dell’associazionismo, per il quale occorre uno statuto ); oppure la procedura, per esempio là dove si dà una specifica preferenza per le associzioni numerose; oppure gli aspetti assicurativi e di responsabilità, specie quando il comodato del medesimo locale viene affidato a più soggetti contemporaneamente.

Sul  regolamento delle benemerenze abbiamo accolto con favore il fatto che, rispetto alla prima versione, è stato espunto quello che avevamo ribattezzato come premio all’ “angelo del focolare”, che poteva essere attribuito a donne distintesi per meriti familiari e simili. Un riconoscimento speciale (come pure quello che doveva essere specificamente destinato agli operatori della sicurezza, anche questo eliminato) è avvilente per chi si ritrova escluso dalla generalità dei “meritevoli” e confinato nella sua riserva indiana.

Altri atti

Sono state approvate, come ogni anno, le scadenze del pagamento Tari; è stata approvata una variazione del bilancio di previsione con la quale si registrano nel documento contabile i fondi che arrivano da vari Enti (Ministeri, assicurazioni ecc.); è stata approvata la conseguente integrazione al programma biennale degli acquisti di beni e servizi. Qui Jesi in comune ha espresso voto contrario in quanto sono previste anche le spese per la  sistemazione di Piazza della Repubblica e
Piazza Federico II dopo lo spostamento della fontana.

Piazza della Repubblica deve essere riprogettata ex novo, anche perché il progetto originario (simile a quello di Piazza Pergolesi) era stato repinto dalla sovrintendenza. A questo punto però invece di far correggere il progetto dallo studio già affidatario dello stesso, viene fatto un bando ex novo. Per quanto riguarda Piazza Federico II, invece, non sembra essere prevista una vera a propria riprogettazione, ma sembra che ci si limiterà a “rattoppare” la pavimentazione e piazzare dei totem multimediali ad uso dei turisti.

Le città sono organismi in lenta ma continua evoluzione, per cui che vi siano cambiamenti in base alle esigenze ed alle sensibilità di chi le abita è cosa normale ed opportuna ed è l’essenza stessa del tessuto urbanistico di una città. Ma in questo caso non si è per nulla tenuto conto di chi la città la abita, con l’idea di poter semplicemente informare senza mettersi in ascolto prima di decidere. Poiché alla fine si è tenuto conto soprattutto dei benefici di bilancio e della volontà di un  benefattore trasferitosi a Milano nel dopoguerra, il risultato sarà un tentativo di restauro, nemmeno filologico peraltro, perché le condizioni ambientali, tecnologiche e sociali della metà degli anni 30 sono per fortuna irripetibili. Spenderemo tra tutto 800mila euro e forse più, di soldi che sarebbero andati altrimenti in beneficienza e sono diventati pubblici, per uno scatto fotografico che onora la nostalgia di un defunto (benemerito) e di una fetta della città che ha deciso di imporla ai posteri. Senza contare lo snaturamento dell'”altra” piazza, quella da cui la fontana viene portata via come fosse un posacenere. A tal proposito abbiamo recuperato un vecchio articolo risalente al 2010 dove il progettista spiega come era stata ripensata all’epoca (non tanti anni fa).

http://www.mattoli.it/index.php?page=983

Variante via Campania – viale Don Minzoni

A notte ormai inoltrata è stata infine approvata una variante al PRG che riguarda la zona sud della città. Stiamo parlando un’area che va dal Torrente Granita (dietro la palestra Carbonari e la Torre erap per intenderci) e arriva all’edificio che, per capirci, attualmente ospita Terranova e il Myolab. In questa scheda di PRG in origine erano previste una nuova scuola (proprio dove invece ora si trova il Myolab), edilizia sociale convenzionata, verde pubblico da ricucire, attenzione all’economia agricola (una parte di quest’area è occupata dal mercato otorfrutticolo) ecc. Una scheda difficle ma importante.

Il mandato dell’attuale amministrazione ai tecnici (che hanno fatto un ottimo lavoro) era il seguente: riconoscere le condizioni di fatto e di diritto nelle aree coinvolte; superare il meccanismo della trasformazione unitaria dell’ambito discontinuo, ipotizzando un’attuazione autonoma per singoli comparti o addirittura per singole unità edilizie; modificare la destinazione d’uso delle aree coinvolte per portare la residenzialità verso via Campania e mantenere la destinazione commerciale e produttiva su via Don Minzoni; ridimensionare le opere di complemento collegandole ai singoli interventi.

Tutto ciò è coerente con la politica urbanistica di questa amministrazione: prendere atto delle esigenze e degli interessi dei privati, senza una vera e propria visione pubblica della città e smontando il piano regolatore con varianti puntuali.

E’ evidente che la presa d’atto di quanto successo in questi dieci anni era inevitabile. La scuola non serve più perché si è scelto di costruire altrove assecondando le contingenze del momento (es. Lorenzini, Verziere); l’edilizia convenzionata non interessa più di tanto il Comune che queste cose le delega all’Asp; il Cjpo è imploso assieme alle potenzialità che esprimeva la filiera agricola locale e dunque al momento ha esigenze, anche economiche, diverse; alcuni privati hanno realizzato propri diritti pregressi in contrasto con la pianificazione (oltre agli edifici ora affidati a Terranova-Myolab, spicca il distributore Mariani appena realizzato in via Campania); altri non hanno recuperato i loro immobili anche per difficoltà oggettive collegate alle regole di PRG.

Questa variante mantiene alcuni pregi, primo tra tutti quello di attualizzare la pianificazione e anche di riconoscere elementi importanti, quali la sistemazione del verde, la creazione i percorsi dedicati alla mobilità lenta (compresa la costruzione del ponticello pedonale sul Granita), la salvaguardia del corridoio ecologico costituito dalle sponde del torrente, la ricalibratura delle strade nella zona via Campania-via Pellegrini. Si tratta però di obiettivi che rimangono sulla carta: non sono previste le corrispondenti opere pubbliche (che richiederebbero espropriazioni e stanziamenti specifici), ma tutto viene rimandato a se e quando i privati decideranno di muoversi e dunque saranno tenuti ad assicurare le opere a scomputo, compreso “liberare” via via le sponde del torrente allontanando l’edificato e mantenendo il verde (privato e recintato). I marciapiedi in via Pellegrini, per dire, sono previsti, ma li avremo (forse) solo se e quando i proprietari decideranno di costruire o ristrutturare. E l’incrocio tra via Cartiere Vecchie e via Ancona non viene sistemato in alcun modo: troppo difficile. La stessa diminuzione del carico urbanistico è una scelta che va a rimorchio di decisioni altrui (la Cjpo in particolare) ed è alquanto dubbia quanto a consistenza. L’anonimo redattore del rapporto preliminare VAS incorre in un significativo lapsus calami quando a pag. 6 mettendo egli stesso in dubbio questo aspetto, quando  dichiara che la modifica della destinazione d’uso delle aree coinvolte avviene “senza incrementare al capacità edificatoria complessiva già assegnat dal PRG vigente”, ma inavvertitamente fa seguire questa frase da ben 5 punti interrogativi.

Il nuovo distributore Mariani di via Cartiere vecchie merita un discorso a parte. Non vi è stata una previa bonifica (“Evidentemente non era necessaria, non è una questione che riguarda il Comune”); non c’era bisogno di una variante preventiva (“Come impianto produttivo passa in conferenza di servizi”); della costruzione di un impianto oggettivamente pericoloso in una zona destinata a diventare sempre più residenziale nessuno sembra preoccuparsi, così come pure del prevedibile aumento del traffico leggero e pesante in una zone già congestionata. Ciononostante i 70mila euro e passa di oneri versati al Comune per procedere alla realizzazione dell’impianto per il momento sono stati per la quasi totalità dirottati in altre zone della città.

Insomma, una variante che mette un timbro sulla rinuncia a dare delle linee guida pubbliche ben definite quanto alle traiettorie di sviluppo (urbanistico ma non solo) di questa città e sulla tendenza a stravolgere le previsioni del PRG sulla base degli interessi privati o dell’evento di turno. Come avvenuto o sta avvenendo per le piazze del centro, per il Ponte San Carlo, per il Palascherma, per l’ex Ospedale e potremmo andare avanti. Questo putroppo è ciò che si vede sotto la cortina fumogena della tanto propagandata enfasi sul fare e sul decidere.

Qui l’ordine del giorno della seduta:

https://www.comune.jesi.an.it/articoli/Seduta-del-Consiglio-Comunale-di-Giovedi-25-Febbraio-2021/

Qui la registrazione audio-video:

https://webtv.comune.jesi.an.it/live94-Consiglio-Comunale.html

 

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Samuele Animali