Si può amministrare senza costruire delle politiche? Il resoconto del Consiglio comunale di Marzo

05 aprile 2018 / By Samuele Animali
Report del Consiglio comunale del 23 Marzo 2018

La prima interpellanza presentata da Jesi in comune – Laboratorio sinistra riguarda il mancato rispetto del protocollo d’intesa denominato Patto per la scuola, che prevede una presenza di alunni stranieri contenuta entro il 30% del totale nella singola struttura. In alcune scuole tale limite è stato largamente superato (nella scuola per l’infanzia La giraffa gli alunni di origine straniera sono pari addirittura al 68%). La risposta dell’assessora in Consiglio comunale è stata sostanzialmente che non ci possono fare niente. E allora il Patto? A che serviva?

Ci sembra che le politiche per l’inclusione poste in essere da questa amministrazione siano largamente deficitarie, mentre la parte bassa della città rischia sempre più di trasformarsi in un ghetto. Il Centro per la raccolta differenziata dei rifiuti non verrà più spostato e anzi sarà potenziato e diventerà la base logistica di Jesi servizi; i giardinetti del campo Boario e l’ex campo da tennis sembrano in stato di abbandono; verrà costruito un altro palazzo popolare di 7 piani in una delle poche aree “di sfogo” della zona; gli “italiani” schifano le scuole del quartiere e per tutta riposta viene costruita una scuola nuova e moderna, la Lorenzini, dalla parte opposta della città. Non basteranno dei bei murales a rimediare…

Altra interrogazione che abbiamo presentato riguarda i Comitati di quartiere. Una volta abolite per legge le circoscrizioni, non significa che la partecipazione sul territorio debba essere demandata a Comitati più o meno spontanei o, peggio, a gruppi di persone selezionate direttamente dall’amministrazione, che rischiano di trasformarsi direttamente in Comitati elettorali. Con questa interrogazione abbiamo voluto sollecitare l’attenzione sulla necessità di ricostituire dei Comitati di quartiere che abbiano anche una base rappresentativa e democratica; oltre che una loro formalizzazione, da specificare a cura del Consiglio, magari previa valutazione da parte del gruppo di lavoro cui è stato già affidato di proporre un adeguamento di Statuto e Regolamenti comunali.

Una terza interpellanza ha come oggetto l’applicazione della L. 10/2013, che prevede una serie di tutele per il verde pubblico: la contabilità ambientale, un report – che il Sindaco avrebbe dovuto pubblicare a fine mandato – sul numero di alberi abbattuti e messi a dimora, iniziative per la festa dell’albero, una nuova pianta per ogni nuovo nato in città… Dal 2014, quando era stata presentata un’interpellanza simile dai 5 stelle, è stato fatto poco o nulla in tal senso.

Con il quarto atto proposto da Jesi in comune – Laboratorio sinistra si chiedono  chiarimenti sulla possibilità per i veicoli muniti di contrassegno per gli invalidi di sostare gratuitamente nelle aree a pagamento, quando gli spazi riservati fossero occupati. Cosa che a quanto pare a Jesi, a differenza di altre città, non è possibile. Vorrà dire che proporremo una mozione in tal senso.

In occasione delle rituali comunicazioni del Sindaco, Bacci si è compiaciuto del fatto che l’emergenza neve sia costata molto meno rispetto al 2012. Dimenticando di ricordare le diverse dimensioni del fenomeno, il fatto che questa volta non ci sono state gelate e soprattutto che le strade sono ancora un disastro, per cui bisognerà spendere per ripristinarle. En passant si potrebbe ricordare che nel 2012 le strade rimasero danneggiate durante il mandato di Belcecchi, ma i fondi di “risarcimento” arrivarono a Bacci, che nel frattempo era subentrato.

Durante il Consiglio abbiamo anche assistito ad un “incidente diplomatico”, quando Tania Luminari, chiamata per ricordare la figura di Ezio Bardi prematuramente scomparso, ha “osato” rammentare come lo stesso Bardi si fosse speso per scongiurare l’eccessivo trascinarsi dei lavori nel centro storico.

Quest’anno Jesi era stata scelta come sede regionale XXIII Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 Marzo. Ciò ha fatto confluire al Palazzetto migliaia di ragazzi e molti amministratori locali. Abbiamo manifestato un poco di delusione per l’accoglienza piuttosto tiepida riservata dall’amministrazione a questa iniziativa.

La maggioranza consiliare ha proposto un ordine del giorno per eliminare la parola “razza” dagli atti pubblici e da quelli normativi in particolare. Abbiamo votato a favore, pur esprimendo qualche perplessità nel merito. Concetto definitivamente superato sul piano scientifico ed antropologico, purtroppo l’uso della parola razza (anche nella Costituzione) è giustificato da motivi storici e dalla ciclica recrudescenza del razzismo. In altre parole non è tanto il razzismo che deriva dal persistente uso della parola razza, ma soprattutto si usa il termine razza per poter deprecare e condannare il razzismo. Unica astenuta la Lega, per la quale par di capire che quello del razzismo sia un falso problema.

Per due mozioni del PD, rispettivamente sulla costruzione di parcheggi in via Paladini e sull’abbattimento delle barriere architettoniche presso l’ascensore Mazzini, ci si è resi conto che l’amministrazione dovrebbe condurre degli approfondimenti.

Non ci è piaciuta del tutto la modifica del Piano triennale dei lavori pubblici proposta dall’amministrazione. Non tanto per la realizzazione di nuovi tratti ciclabili in zona Martin Luther King, con modalità che meritano qualche approfondimento (la realizzazione della ciclabile in tratti di strada molti stretti non sarà agevole e il parcheggio “compensativo” previsto all’incrocio di via Paladini potrebbe complicare una viabilità già problematica). Quanto per il fatto che ad essere sacrificata per consentire tale realizzazione è ancora una volta la zona bassa di Jesi, con il blocco del raccordo ciclabile con la Zona industriale. Idem per il punto 21 dell’ordine del giorno, che con la costituzione di una servitù di passaggio a favore di Jesi servizi dentro l’area ex mattatoio sancisce una volta di più che San Giuseppe non si libererà del Centro per la raccolta differenziata dei rifiuti per molti anni ancora a venire.

Merita una menzione il fatto che con la stipula di un contratto di servizio, sia pure provvisorio, tra ASP e Regione arriva a compimento un percorso avviato nei primi anni 2000, che porta finalmente all’operatività la struttura residenziale – unica nelle Marche – per gli adulti affetti da autismo.

Non ci convince la creazione dell’ennesima Fondazione, questa volta per rastrellare fondi per il sociale (Fondazione di Comunità Vallesina aiuta onlus). I dubbi non ricadono ovviamente sulla finalità benemerita, ma sul tentativo di reagire alla carenza di fondi con un’ulteriore privatizzazione delle forme dell’assistenza, sulla concorrenza che viene fatta al terzo settore, su dinamiche di azione più fondate sul marketing che sulla ricognizione dei bisogni e delle priorità.

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Samuele Animali