Sociale? Mica tanto…

30 maggio 2017 / By Samuele Animali

I NUMERI DI BACCI CONFERMANO I TAGLI AL SOCIALE. VEDIAMO PERCHE’.

Il Sindaco dice di amare i numeri, ma se parliamo di sociale (qui nello specifico di disabilità) non si può dimenticare che dietro ai numeri ci sono servizi alle persone (e persone!). Dunque conta anche e soprattutto la qualità. Allora diamo qualche numero anche noi.
Si comincia con una cosa che nei capitolati delle gare di appalto si chiama “ore di programmazione”, cioè il tempo che gli operatori dedicano all’organizzazione, alla preparazione delle attività, alla formazione, agli incontri con gli altri soggetti coinvolti (assistenti sociali, insegnanti, ecc.). Che fa la differenza differenza tra un servizio buono ed uno scadente. All’epoca della tanto vituperata giunta Belcecchi per la “programmazione” c’erano 8 ore mensili per ogni operatore; con Bacci erano diventate 1,5 ore mensili.
Passiamo alle ore di coordinamento di tutti i principali servizi per la disabilità (SAP/Territoriale/Scolastico/ecc.). Un lavoro, anche questo, assolutamente centrale per poter parlare di buona o pessima qualità del servizio. Siamo su una media di 12 ore settimanali, per tutto quanto. Una cifra assolutamente inadeguata per una gestione efficace. Per chiarire meglio, sempre parlando di cifre, un impegno su base biennale di Euro 17mila circa per il coordinamento, a fronte di un valore della gara di 7.691.000 Euro (cifre tratte dal capitolato di gara, pubblicato sul sito dell’ASP). E’ una sproporzione immane; chi opera nel settore sa che come minimo ce ne vorrebbe il triplo di ore di coordinamento.
Dopodiché Bacci elenca alcuni progetti, come se fossero “cose in più” di cui si attribuisce il merito. Ma anche qui non la dice tutta. Alcuni di tali progetti (come “La casa del week end” ed “E’ tempo di andare”) sono solo attività che ricadono all’interno dell’ordinario servizio degli operatori; mentre altri sono realizzati con fondi non di provenienza comunale. In particolare i centri che Bacci si vanta di aver “aperto” senza aggiungere altro (il Maschiamonte, il Centro Diurno per i malati di Alzheimer, la Casa delle genti) di volta in volta non sono né nuovi, né progettati, né finanziati integralmente da questa amministrazione. La comunità autismo non è stata ancora attivata; così anche il diurno alzheimer i cui i fondi sanitari sono stati autorizzati dalla regione nel 2015. La vita indipendente si regge quasi per la totalità di fondi regionali e nazionali.
Dal 2013 risulta una riduzione dell’apertura dei centri diurni (di tutta l’ASP) che sono stati portati a 7 ore da 8 e 8,30.
Se poi estendiamo per un momento lo sguardo oltre la disabilità, potremmo notare che sui servizi sociali in generale di criticità ce ne sono parecchie altre.
Sul SAD per esempio (il servizio domiciliare per gli anziani) sarebbe particolarmente importante porsi la domanda su quante ore siano state erogate e a quanti utenti e con quali fondi: ci possono essere fondi nazionali, regionali, quote utenti, quote sanitarie ecc… A quanto ci risulta sono stati utilizzati solo fondi regionali. Si può anche evidenziare che quando Bacci si è insediato era un appalto che si dimensionava su una spesa di 1.300,000 Euro; oggi supera di poco i 700mila Euro. Un “taglio” di quasi la metà. E sebbene si stia parlando qui di un servizio di ambito, non va dimenticato che una fetta importante di questo taglio riguarda proprio gli anziani di Jesi.
Potremmo continuare, citando ad esempio il “taglio” che nel 2016 ha portato servizi come il Centro di Aggregazione Giovanile a una chiusura di 6 mesi (giugno-dicembre) e il Centro pomeridiano “Il Castagno” a una chiusura di 4 mesi. Ma ci fermiamo qui.
Quando il Sindaco in carica dice che sul sociale lui (e solo lui) “dà i numeri” non sembra considerare che una progettualità complessiva non può misurarsi con il semplice conto di utenti. Aumentare il numero di utenti di per sé non è né bene né male. Siccome le risorse sono diminuite complessivamente, ciò dovrebbe significare che è stato ridotto il supporto per chi ne aveva più bisogno spalmandolo su più beneficiari. Dai numeri che il Sindaco fornisce non lo possiamo sapere. Sappiamo invece che quando si è trattato di trasferire gli effetti del temporaneo blocco dei finanziamenti regionali sugli utenti si è affrettato prima di tutti gli altri (che è poi ciò di cui si parlava quando si parlava di tagli in occasione dell’incontro pubblico).
In generale, fornendo e selezionando cifre aggregate, Bacci non dà la possibilità di capire se ha fatto bene o male. Occorre entrare nei dettagli, perché in gioco ci sono le persone e la loro qualità della vita. E siccome la spesa complessiva sostenuta dal Comune per i servizi sociali è diminuita (si veda la tabella fornita nel rendiconto di fine mandato, che abbiamo già pubblicato diverse volte), è lecito nutrire seri dubbi sulle sue affermazioni circa l’andamento del settore.
Così, tanto per sollecitare la precisione sui numeri che il Sindaco dice di amare tanto e per ragionare su ciò che è “vero” e ciò che è “falso”.

 

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Samuele Animali