Statuto: via la resistenza, dentro la città regia !?! Il report del Consiglio comunale di Novembre

08 Dicembre 2018 / By Samuele Animali
Consiglio comunale del 29 Novembre 2018

Si comincia con le comunicazioni del Sindaco, che ha fatto riferimento tra l’altro alla sentenza con la quale il Consiglio di stato ha definitivamente bocciato l’affidamento diretto del servizio rifiuti. Il nostro gruppo, pur avendo appoggiato la posizione critica sempre espressa dal Comune di Jesi con riguardo alle concrete modalità di affidamento, ha ribadito la preoccupazione per la possibilità che si arrivi ora ad una privatizzazione del servizio.

La prima mozione in discussione riguardava la sicurezza. Presentata dalla consigliera Gregori, ex lega ora gruppo misto, fortunatamente è stata l’occasione per ribadire la multidimensionalità del concetto di sicurezza, che coinvolge le politiche sociali, le politiche giovanili, l’urbanistica, la salute  e così via. Se manca questa coscienza parlare soltanto dell’ordine pubblico porta a risposte e proposte del tutto generiche ed insoddisfacenti.

L’ODG che abbiamo proposto noi per chiedere al Governo di sospendere gli effetti del Decreto sicurezza è stato invece rinviato per mancanza di tempo.

Tra le altre mozioni ne è stata approvata una con la quale viene concessa la cittadinanza benemerita alla memoria di Daniela Cesarini. Purtroppo, a differenza della prassi secondo queste proposte sono condivise ab origine dai vari gruppi politici, questa volta la maggioranza si è voluta intestare l’iniziativa sottolineando solo la sua personalità battagliera e il versante “sociale” della vita e dell’opera di Daniela, senza nemmeno coinvolgere i suoi compagni di strada politici. Non abbiamo potuto fare a meno di sottolineare lo sconcerto per quello che è stato un vero e proprio sgarbo anche dal punto di vista istituzionale; e abbiamo ricordato che Daniela è stata anche e anzitutto orgogliosamente scomoda e di parte. Per cui la sua memoria può essere considerata patrimonio di tutta la città solo se non viene depotenziato questo suo modo di essere stata coscienza critica di una comunità intera.

Su proposta di Jesi  in comune – Laboratorio sinistra Jesi ha aderito alla campagna plastic free con la quale nell’abito di una strategia europea per la protezione delle acque e non solo dai rifiuti plastici si punta  a rendere riciclabili tutti gli imballaggi nei prossimi 12 anni.

Sono stati approvati gli indirizzi in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza, ai fini dell’aggiornamento del piano triennale in materia, come previsto dalla normativa vigente. Un adempimento non solo formale. Più volte abbiamo avuto modo di criticare modalità di affidamento di servizi o della concessione di risorse, che a prescindere da veri e propri illeciti hanno talvolta evidenziato diversi aspetti critici (ad esempio l’affidamento del servizio di rimozione delle autovetture in divieto, l’organizzazione del cenone di capodanno…); oppure di vederci bocciate proposte volte a garantire una maggiore trasparenza (ad esempio l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti).

Passata in Consiglio, a maggioranza, anche l’ennesima variazione del bilancio di previsione (ne approviamo una ogni paio di sedute del Consiglio). Il ripetersi di atti di questo tipo denota un uso piuttosto disattento, se non disinvolto, di questa possibilità di modificare ad libitum i documenti contabili. Così che la funzione politica di programmazione, propria del bilancio, rischia di essere in parte svuotata, perché spese anche importanti vengono aggiunte strada facendo. Anche in questo caso si è tratto di modifiche piuttosto consistenti e non propriamente imprevedibili, come per esempio l’aumento dell’importo delle utenze dell’energia elettrica e del riscaldamento (111mila euro) o il versamento dell’iva su alcuni servizi di rilievo commerciale (impianti sportivi, asili, musei: 56mila euro).

Sono passati in Consiglio anche il rinnovo del contratto di servizio con l’ASP e della convenzione tra Comune ed ASP per la gestione della casa di riposo. Pur apprezzando in via generale il lavoro dell’ASP, ciò che ci lascia perplessi è la quasi completa delega all’Azienda della definizione delle politiche in materia sociale. L’unica preoccupazione del Sindaco sembra di fissare un limite di spesa all’interno del quale il gestore ha praticamente carta bianca. In questo modo le politiche sociali non passano per il Comune, o meglio per i Comuni dell’Ambito, ma vengono direttamente definite dal gestore. Più sostanziali le critiche sulla questione della Casa di riposo. In primo luogo senza colpo ferire l’amministrazione è passata dal perorare la costruzione di una casa di riposo nuova in project financing all’affermare che la soluzione più conveniente è quella della ristrutturazione: senza riconoscere che o sono state dette prima cose non vere, o si sta sbagliano qualcosa oggi. In secondo luogo il contratto con l’ASP lascia parecchio perplessi . Citiamo solo due-tre punti. Il primo, le casse del comune sono impegnate per 31 anni a venire (31!) per rimborsare ASP dei lavori di ristrutturazione. L’amministrazione “incassa” subito l’opera (materialmente e politicamente), ma il debito viene nascosto e spalmato nei bilanci futuri e condizionerà tutte le amministrazioni a venire. Secondo: il Comune si impegna a pagare cifre consistenti per la gestione per molti anni a venire senza che siano previsti meccanismi di perequazione e revisione per possibili e  probabili cambiamenti che interesseranno il servizio così com’è attualmente. Terzo: non c’è ancora un progetto esecutivo e non si comprende bene come si riuscirà ad effettuare i lavori nei tempi stabiliti ed evitando disagi senza trasferire gli attuali occupanti della casa di riposo.

Abbiamo ottenuto di rinviare la discussione sul nuovo Statuto comunale evidenziando che un argomento così importante, anche a norma di Statuto, deve essere discusso con tutta la cittadinanza. Siamo stati criticati perché ci siamo accorti solo un paio di giorni prima del Consiglio del contenuto del nuovo articolo 1, che riteniamo sia inaccettabile per la città perché cancella dallo Statuto ogni riferimento all’antifascismo ed alla resistenza. Una disattenzione che non ci fa onore, ma va chiarito per l’ennesima volta che mai abbiamo discusso e approvato una cosa del genere neanche in via preliminare (in Commissione non si vota…). E comunque abbiamo fatto scattare l’allarme in tempo utile per evitare un voto che sarebbe stato offensivo per la città tutta per modi e contenuti secondo cui si andava prospettando.

Va sottolineato che l’istruttoria di questa riforma è stata curata da un gruppo di lavoro rappresentativo ma informale (niente verbali, presenza di componenti anche estranei al Consiglio) che aveva soltanto il mandato di  “rendere lo statuto coerente alle nuove disposizioni di legge e ad eventuali fattispecie che nel frattempo sono mutate” (vedi per esempio qui: https://www.cronacheancona.it/…/jesi-aggiorna-lo-sta…/76911/, oppure qui: http://www.centropagina.it/…/jesi-consiglio-comunale-da-38…/; entrambi gli articoli sono tratti da un comunicato ufficiale ). Non di provvedere alla riscrittura dei principi fondamentali, come invece ora vorrebbe fare la maggioranza e per essa il Presidente del Consiglio comunale. Ciò che è più sconvolgente è che si vuole riscrivere la storia della città cancellando il richiamo esplicito, diretto, distinto, all’antifascismo e alla resistenza, così come è nell’attuale Statuto, per introdurre al suo posto un magniloquente riferimento alla città regia.

Cresce la nostra insofferenza per una presidenza del Consiglio comunale che decide di tenerci impegnati per ore nel festeggiare l’indipendenza albanese, il cavalierato del buon Giovanni Fileni e gli ottimi risultati degli amici dell’orto del sorriso (ed è così tutte le volte, cambiano solo gli argomenti) persino quando il regolamento – per far spazio ad argomenti particolari come lo Statuto – afferma che non è ammessa la consueta sessione dedicata alle interrogazioni (1 ora).

 

Verbale Commissione Consiliare n.1 e Gruppo Lavoro Statuto 20.11.2018
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Samuele Animali