Un Comune più sostenibile. Bella idea.

30 maggio 2020 / By Samuele Animali

Avevamo buttato giù qualche giorno fa qualche spunto e fa piacere vedere che avevamo attinto dalle medesime fonti utilizzate oggi dall’amministrazione comunale per illustrare che cosa ha “pensato” ultimamente. Sicuramente certe idee sono nell’aria.

(qui siamo noi)

(qui è il comune la settimana successiva)

Jesi: come rilanciare la città? Le idee messe in campo dal Comune

Per la maggior parte sono idee  opportune, occorrerà valutarle meglio una volta trasformate in provvedimenti e intanto darsi da fare un po’ tutti per realizzarle. Sarebbe meglio indicarle per quel che sono, senza tanta enfasi, e cioè delle misure tampone per gestire la fase successiva all’emergenza. A parere nostro dovrebbero essere le ciclabili definitive e i dehors provvisori, e non il contrario, perché la ciclabilità ha bisogno di stabilizzarsi nel tempo, mentre per i dehors  bisognerà stare attenti a che non creino problemi di sicurezza e non impediscano definitivamente altri usi (parcheggi, deambulazione e le stesse ciclabili), mentre dei disagi temporanei sarebbero accettabili. Il rischio è quello di privatizzare dei beni pubblici, come per la concessione in uso dei parchi alle società sportive.

Un’idea che va bene, quindi, purché temporanea e purché non venga sottratto l’uso dei parchi a chi da parte di tutti quelli che non appartengono a  società sportive. Ottimo anche il discorso su biologico. Questo

Jesi, un biodistretto per valorizzare i prodotti della Vallesina

Si dovrebbe però andare  più sul concreto. Vediamo un po’ come sono andate le cose al riguardo in questi ultimi anni, così per passare dai discorsi ai fatti.

Per esempio per lanciare questo bio distretto, come sembra suggerire oggi l’amministrazione, non sarebbe male poter contare su una struttura, pubblica o anche in qualche maniera convenzionata, che promuova l’allevamento biologico, fornisca carne alle mense, magari una fattoria didattica; faccia corsi di educazione ambientale e campi estivi. Tipo questa qui, solo per fare un esempio:

Peccato che sono articoli un po’ come dire, superati…

Qualche indicazione ulteriore sui dati e sul dibattito che ne è scaturito tra amministrazione e Jesi in comune la trovate qui:

https://www.centropagina.it/jesi/arca-felice-lazienda-agraria-chiusa-che-fa-ancora-litigare/

Anche il coinvolgimento degli utenti dei servizi potrebbe essere una bella idea per promuovere l’uso non solo del del biologico ma anche del km0 a cominciare dalle strutture comunali, e in effetti quando si decise di privatizzare la mensa si utilizzavano i prodotti di Arcafelice, ci fu una protesta dei genitori per timore che certe scelte fatte in passato andassero perdute e come garanzia la formulazione dei menu fu affidata alla Commissione mensa formata proprio dai genitori. Questo menu voluto dalla Commissione mensa (non la gestione della mensa nel suo complesso, per la verità, che è abbastanza convenzionale) ha ricevuto persino dei premi. Ma recentemente ci sono state delle novità…

JESI / MENSE SCOLASTICHE: «NIENTE ASSAGGI PER LA COMMISSIONE»

Per tornare a noi, un’iniziativa come il biodistretto o una qualche struttura promossa dal Comune per promuoverlo, potrebbe essere al centro di ulteriori “sinergie” (sic!) se fosse finanziata da una banca che si concentra sulla finanza etica e sulla promozione dello sviluppo sostenibile e della cooperazione, come questa:

https://www.bancaetica.it/evento/equa-festa-percorsi-equosolidali-associativi

Con cui il Comune ha già avuto rapporti in passato:

https://www.comune.jesi.an.it/shared/jesi/documenti/1527074622942_06_Interpellanza_Animali_Quote_Banca_etica.pdf

Già che ci siamo si potrebbero anche agevolare  i gruppi di acquisto e il commercio equo. C’era una Bottega che promuoveva commercio equo e consumo critico a Jesi, ma ha dovuto chiudere perché costava troppo mantenere una sede in affitto (purtroppo il Comune non aveva disponibilità di locali con un affitto agevolato). Questa qui.

Il biodistretto, giustamente, potrebbe essere anche una risorsa turistica. Magari per accogliere i turisti e per promuovere il turismo si potrebbe anche creare un’ostello e d’estate si potrebbe fare una festa in un bel giardino storico gestito da un gruppo di persone sensibili dove si chiamano a raccolta tutte le persone che si occupano  di tematiche di questo tipo. Come questa, sempre per fare un esempio:

https://equalafesta.wordpress.com/

https://equalafesta2014.wordpress.com/

https://www.leggopassword.it/equalafesta-2015-ali-menti/

https://equalafesta2013.wordpress.com/

Già, si potrebbe fare

https://www.centropagina.it/jesi/jesi-villa-borgognoni-spaziostello-non-chiude-sempre-rispettati-accordi/

Jesi, Asp pronta a insediarsi a Villa Borgognoni

Come dite? Sembra che molte delle iniziative sui molti aspetti della cultura della sostenibilità, sia istituzionali che ‘dal basso’, siano state liquidate negli ultimi anni? In effetti questa è l’impressione. Ma l’amministrazione oggi “…’progetta’ un ‘bio-distretto’, un ente ‘aggregatore'”…”. Magari ha cambiato idea 😉

 

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Samuele Animali

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