Un consiglio comunale fiume: 19 dicembre 19

02 febbraio 2020 / By Samuele Animali
Report del Consiglio comunale di dicembre

Un lungo consiglio comunale (15 ore di discussione). Un lavoro di cui pochi si sono accorti, perché è difficile trovare spazio per informare veramente i cittadini quando la comunicazione dell’amministrazione, nei giorni successivi ai consigli, tende a trasformare ogni dibattito in uno spot pubblicitario o per bene che vada in una “polemica” povera di riferimenti ai contenuti. Questo accanimento nel pubblicare i report dei consigli dal punto di vista dei banchi “in alto a sinistra” del consiglio comunale vuole essere dunque un tentativo di far fronte a questa sproporzione di spazio comunicativo che finisce per falsare la percezione dei cittadini sul reale operato dell’amministrazione attuale; quantomeno fornire una traccia alternativa di memoria storica e politica dell’andamento di queste discussioni.

Chi avesse la pazienza di rivedere le riprese video del Consiglio comunale si accorgerebbe per esempio che anche Jesi in comune ha approfondito, discusso ed argomentato sulla questione del Ponte San Carlo, chiedendo maggior chiarezza sui numeri al riguardo. Numeri che secondo il Sindaco dovrebbero essere il principale vanto di questa amministrazione.

Il costo per il “semplice” rifacimento del ponte ammonta a 3,8 milioni di euro per stessa ammissione dell’amministrazione, ai quali vanno sicuramente aggiunti oneri ad oggi imprevedibili, ma che difficilmente potranno arrivare ai famosi 6 milioni sbandierati in un’assemblea pubblica dal Sindaco per giustificare i propri tentennamenti. In effetti a bilancio ne sono stati stanziati “solo” 5, e non 6 (milione più, milione meno….), di cui € 600.000 a carico di Viva Servizi per i sottoservizi ed € 300.000 per la progettazione già finanziata dal Ministero. Ora, se come pare, la Regione è disponibile a contribuire con una cifra che si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro, bisognerebbe dare la precedenza a questa opera su ogni altra, approfittando del momento per coinvolgere da subito tutti gli altri soggetti possibili (Provincia, aziende della luce e del gas, Ministero) e pretendere che responsabilmente mettano le proprie disponibilità nero su bianco.

Come è necessario dare attuazione alle volontà della compagna Danielea Cesarini che ha devoluto tutta la sua eredità al Comune di Jesi, perchè realizzasse una casa famiglia pubblica per persone con disabilità. L’amministrazione comunale ha deciso di puntare sulla ristrutturazione delle ex Giuseppine, risolvendo in questo modo una interminabile diatriba con la proprità dell’immobile, proprietà che apparentmente realizza un affare cedendo allo stesso Comune dei passaggi pubblici in cambio degli oneri di urbanizzazione e per sovrapprezzo facendosi pagare dallo stesso Comune (con il lascito di Daniela)l’acquisto di uno degli apaprtamenti che potranno essere realizzati presso l’ex convento. Se pure ci fosse una convenienza nell’intera operazione dal punto di vista urbanistico, quello che va riconsiderato è che nell’atto così come è stato presentato in Consiglio comunale l’amministrazione si era completamente dimenticata di verificare se l’immobile che si andrà ad acquistare (a caro prezzo, visto che nella delibera originaria si parlava del fatto che l’immobile doveva essere comunale per dedicare tutto l’importo all’allestimento…) sia o meno idoneo al tipo di stuttura che si intende realizzare.

Ragionevolmente il Sindaco, accogliendo le nostre osservazioni, ha formulato una propria risoluzione sulla falsariga della nostra per sospendere in extremis l’esuzione della delibera per poter verificare assieme all’ASP che nulla possa andare poi a pregiudicare la possibilità di realizzare e gestire la struttura, che prevede requisiti e caratteristiche da vagliare secondo precise linee guida regionali. Il rischio è quello di acquistare un bene inidoneo alla destinazione stabilita. Insomma, abbiamo salvato in corner il Comune dalla figuraccia e dallo spreco dei soldi a disposizione. Anche perchè quella del Comune è una decisione partorita, contrariamente a quanto prommesso in passato, senza alcuna condivisione con i familiari di Daniela e con l’associazione che porta il suo nome.

Da un po’ di tempo ripetiamo che le mancate manutenzioni protrattesi in questi ultimi anni e varie questioni di gestione ancora irrisolte stanno creando gravi problemi all’impiantistica sportiva. Risposta shock da parte dell’amministrazione a precisa domanda sul futuro del palazzetto: c’è “rischio di chiudere il palasport se non si trova il modo di fare le manutenzioni senza spendere più di quello che si spende oggi”

Riassunto delle prime tre interrogazioni: ex Collodi non più verde ma parcheggi (a proposito del consumo di suolo); area casa Moriconi-vallato: qualcosa faremo (Moriconi chi?); percorsi tattili a piazza Pergolesi: nel progetto ci siamo scordati (Renzi ha detto il contrario, ma così si è capito), li appiccicheremo sopra a babbo morto. In particolare per quanto riguarda l’ex Collodi al momento dell’abbattimento della Lorenzini per ricostruirla altrove l’amministrazione dichiarò che non si trattava di “consumo di suolo” perché il terreno di risulta della demolizione del vecchio pinocchio sarebbe diventato un parco. E infatti… a nostra domanda sul perché questo terreno prospicente viale verdi fosse stato lasciato abbandonato l’assessore ha detto che a breve vi sarà realizzato… un parcheggio. Ha detto che hanno sentito “i cittadini” (chi? Non si è capito) Ovviamente significa che il giardino è cancellato. Il parcheggio produce traffico in una zona congestionata, e lì vicino ce ne sono altri. Sarebbe stato preferibile il parco, come si doveva. E invece.

Sulla bonifica area ex Sadam l’assessora Napolitano riferisce che la bonifica è iniziata nel 2017 e l’unica matrice da trattare era quella delle acque. La bonifica è ancora in corso, forse nel giro di un anno sarà conclusa, ma ci dovranno essere dei monitoraggi annuali e comunque in fase di insediamento del biodigestore l’iter autorizzativo terrà conto anche di questo. Sarebbe stato opportuno discutere di questo con il Consiglio e con la città, invece di decidere autonomamente di insediare proprio lì il biodigestore. E le dichiarazioni dell’assessora fanno sorgere un legittimo dubbio: non sarà che ci saranno problemi a ubicare il biodigestore in una zona che deve essere bonificata? con buona pace della fretta di Bacci.

Il Sindaco ha riferito che nonostante le molte promesse è molto probabile che la scuola Martiri della libertà non riaprirà nemmeno a settembre 2020. Il Sindaco, che va dato atto, è stato presente per buona parte di questo Consiglio comunale fiume, si è assentato proprio quando l’opposizione ha illustrato le proprie osservazioni e commenti sulle sue dichiarazioni. Un’atteggiamento che rischia di apparire sprezzante nei confronti di eletti ed elettori, visto che il primo cittadino non si è sentito nemmeno in dovere di spiegare oppure, non sia mai, scusarsi.

I lavori del San Floriano invece partiranno di nuovo “entro primavera” (assessore Renzi). Stessa dichiarazione dell’anno scorso. Evidentmente non dice di quale anno…

A proprosito di un assemblea a cui ha partecipato per perorare l’installazione di uno stabilimento Fileni a San Lorenzo in Campo il Sindaco ha avuto modo di esprimere il suo disprezzo nei confronti di chi parla di decrescita felice e degli “ambientalisti della prima ora”.

E’ stata messa in vendita la quota parte di Villa Federici appartenente al Comune. Si, proprio la villa che fa da tappo a viale della Vittoria e impedisce il doppio senso di marcia per accedere dall’incrocio viale Cavallotti – viale della Vittoria, all’uscita ovest di Jesi (centro commerciale la Fornace, per intenderci). Ricordate tutte le cause che erano state fatte per espropriare ed acquisire quella proprietà? Avevamo scherzato. La villa viene restituita ai privati (di fatto l’unico che potrebbe comprarla è lo stesso proprietario dell’altra metà dell’immobile, che aspetterà il prezzo giusto).

Il piano delle alienazioni che il solito libro dei sogni utile a gonfiare il bilancio quanto basta per garantire gli equilibri contabili (si tratterebbe di vendere la sede del Comune e quella dell’anagrafe, per dire…).

E’ stato approvato un nuovo regolamento comunale per la gestione del compostaggio domestico, opportuno ma piuttosto complesso in verità, speriamo non si arrivi a scoraggiare i cittadini.

E’ stato approvato il piano finaziario di gestione dei rifiuti urbani: il servizio non è sempre impecabile, alcuni costi sono stati recentmente posti a carico dei cittadini (sfalci, ingombranti), si fa ampio ricorso al lavoro appaltato alle cooperative ma cio nonostante i costi aumentano. Sembra a causa della chiusura delle discariche più vicine, ma è anche vero che Jesiservizi è disinvoltmaente usata per togliere le castagne dal fuoco al Comune, come per esempio nella faccenda della STU Campo Boario.

Due oparole infine sul bilancio di previsione approvato durante questo Consiglio (dalla maggioranza naturalmente). Non c’è spazio qui per scendere nel dettaglio, ma quantomeno accenniamo alle dichiarazioni di voto di Jesi in comune. Che ha fatto notare che il programma di mandato, cioè le promesse elettorali, rimane largamente disatteso. In questi anni Jesi non è diventata più attrattiva, come si sarebbe voluto, anzi. La crisi ha portato via banche e aziende, l’inerzia dell’amministrazione ha svuotato il centro storico e fa segnare un ritardo enorme nella realizzazione dell’idea che era del piano regolatore di una ricucitura urbanistica della città.

Il calo demografico è una realtà oggettiva e preoccupante, giovani jesini e cittadini stranieri se ne vanno a cercar fortuna altrove. Le manutenzioni ordinarie languono, tanto che occorre fare investimenti una tantum per rimediare. Delle politiche industriali e per il commercio si può dire solo che non sono pervenute, mentre sul versante ambiente, energia e mobilità le chiacchere superano di gran lunga le realizzazioni. Del welfare abbiamo parlato lungamente in altre sedi. Sulla partecipazione e la tutela dei beni comuni si è preferito tagliar corto persino nello Statuto. Jesi appare sempre più isolata dalla politica regionale e non ha ancora sviluppato dei paini d’azione complessivi e coordinati con gli altri comuni della Vallesina. Una serie di operazioni in debito per oltre 10 milioni di euro fa saltare oggi anche quegli equilibri di bilancio che avevano rappresentato il principale, se non l’unico, fiore all’occhiello di questa amministrazione, che per il resto giustificava la propria inerzia con il vanto di tenere i conti in ordine.

Che ora si spenda non è né un bene, né un male, ma quelle di prima erano bugie? Ma soprattutto l’importante è come si spende: tra le altre, una serie di operazioni lasciano assolutamente perplessi: lo stupor mundi, lo spostamento delle statue, le telecamere (anche se pare che il progetto sia stato ridimensionato) ed i vari project financing in atto e in cantiere.

Che cos’altro aggiungere? Forse che “la realizzazione degli interventi previsti nel bilancio sarà possibile a condizione che siano concretamente reperite in particolare le entrate derivanti da alienazioni immobiliari”. Che come abbiamo visto non ci saranno. E queste non sono le parole di un oppositore, ma dei revisiori dei conti nella loro relazione.

Non rimane che augurare all’amministrzione di lavorare bene per la città in questi ultimi anni di mandato, ma anche di avvertire gli elettori che non è tutto oro quel che viene fatto luccicare.

Qui il video completo, indicizzato:

https://webtv.comune.jesi.an.it/live32-Consiglio-Comunale.html

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Samuele Animali

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