Una nuova vita per l’area dell’ex ospedale

01 novembre 2019 / By Samuele Animali
L’abbattimento dell’immobile che ospitava il nosocomio jesino e la disponibilità di un edificio bello e interessante come l’ex Fatebenefratelli è un’occasione imperdibile per ripensare e riqualificare una zona nevralgica della città.

Per il prossimo Consiglio comunale che si terrà il giorno 7 novembre abbiamo presentato un’interrogazione che riguarda l’ex ospedale, che come noto sarà prossimamente demolito.

In primo luogo vorremmo avere una data finalmente certa per questo evento più volte improvvidamente annunciato come imminente. Non si tratta di una mera curiosità. Si vorrebbe soprattutto conoscere a che punto è la pianificazione di quello che avverrà “dopo” la famigerata demolizione e se non sembra il caso di coinvolgere il Consiglio comunale e la cittadinanza in queste fasi successive.

Da quando era stata delineata una prima ipotesi di intervento progettuale sul sito, nel 2005, è passata un’era geologica ed è totalmente cambiata la congiuntura economica e sociale. Per questo l’interrogazione si concentra sull’idea, già emersa negli ultimi mesi e che sembra ottima, di utilizzare il Fatebenefratelli per trasferirvi una scuola. Sapere a che punto siamo nella costruzione di questa operazione è importante, perché una soluzione di questo tipo può fornire l’abbrivio per ripensare l’intero quadrante urbano.

Noi siamo infatti convinti che una delle soluzioni migliori per la città potrebbe essere quella di trasformare la zona dell’ex ospedale in un campus a servizio dei numerosi istituti scolastici nelle vicinanze. E questo proponiamo di valutare seriamente.

Oltre all’inevitabile parcheggio, nello spazio lasciato libero dall’immobile abbattuto potrebbe essere realizzata una serie di servizi per i giovani e per la cittadinanza. A partire, la cosa più banale, da una fermata per i trasporti pubblici urbani ed extraurbani degna di questo nome e ben organizzata. Attualmente l’uscita di scuola crea il completo caos della circolazione e mette in pericolo l’incolumità dei ragazzi.

Questa semplice struttura si integrerebbe molto bene con un corredo di esercizi commerciali, ma anche con locali pubblici da utilizzare come sale di lettura e centri di aggregazione, come era stato richiesto anche durante la seduta del Consiglio comunale dedicata al progetto giovani. E poi per la dotazione di palestre e impianti sportivi che manca alle scuole prospicienti. Magari può anche essere l’occasione per realizzare lo skate park, di cui la città è ancora priva.

Non può mancare un’area destinata a verde pubblico, fruibile sia per l’attesa, che come valvola di sfogo per le scuole, che come collegamento tra viale e corso, rivitalizzando la parte finale di entrambe le arterie anche dal punto di vista commerciale.

La nuova progettazione segnerebbe anche il naturale raccordo con la pista ciclabile che sarebbe giunto il tempo di realizzare in viale della Vittoria, visto che quella del Corso finisce in un vicolo cieco dal punto di vista ciclistico perché le pendenze non permettono un collegamento agevole con Zipa e San Giuseppe. La ciclabile del viale collegherebbe molto più agevolmente nord e sud della città.

Infine la cubatura inevitabilmente dedicata alla residenza e agli uffici, rispettando la ormai secolare vocazione “sociale” dell’area, potrebbe essere destinata a soluzioni costruttive e organizzative specificamente pensate per la popolazione anziana in costante crescita, in maniera tal da costruire in quel luogo particolarmente comodo e servito delle residenze dotate dei confort e dei servizi che occorrono alla tutela della quarta età, o anche vere e proprie strutture protette nelle quali implementare servizi comuni (lavanderie, assistenza sociale ed infermieristica…), che costituirebbero un valore aggiunto e un’iniezione di vitalità anche per quanto riguarda un mercato che invece rimane asfittico per l’immobiliare generico. In un contesto del genere potrebeb trovare anche una collocazione adeguata la nuova sede per i vigili urbani, il cui comando, per assicurare maggiore funzionalità ai servizi che svolgono, deve essere spostato dalla zona pedonale.

Non va dimenticata nemmeno l’importanza dal punto di vista storico artistico e culturale del piccolo polo d’interesse costituito dal complesso della ex farmacia, della chiesa di San Giovanni di Dio e dell’oratorio di Santa Lucia, che può essere valorizzato sin da subito, magari in colalborazione con le istituzioni religiose e le associazioni laiche, in nome della valorizzazione di un’eredità storica nella quale ritroviamo il DNA delle realtà che attualmente si occupano di sociale e di sanità.

Tutte queste idee dovrebbero passare al vaglio di una fase partecipativa nella quale chiamare la cittadinanza a fecondare queste scelte così strategiche per la città dei prossimi 50 anni ed oltre.

Altrimenti si passerà senza soluzione di continuità dall’ansia per una demolizione che non arriva mai a quella per un “buco” nel tessuto urbanistico che è destinato a causare una prgressiva avvilente disintegrazione di questa parte della città.

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Samuele Animali