Involuzione. Il Consiglio comunale del 26 settembre

28 settembre 2019 / By Samuele Animali
Report del secondo Consiglio comunale di settembre

Il Sindaco ha esordito parlando delle fiere con un’iperbole delle sue solite (“l’abusivismo è un brutto ricordo, trionfa la legalità”). Che non ci siano quasi più venditori abusivi è un buon risultato. C’è anche un altro dato evidente, ossia i molti spazi vuoti, più del solito. Forse alcuni espositori hanno rinunciato anche perché i prezzi di Jesi sono piuttosto alti.

Secondo tema la sanità. Le elezioni regionali si avvicinano e inevitabilmente questo diventa un argomento caldo: le molte carenze vengono rimarcate ora più che mai. Quanto al biodigestore, dopo la fretta che ha portato all’approvazione con somma urgenza di un atto di indirizzo di cui abbiamo già parlato, ora si traccheggia (ma dove va fatto questo biodigestore? per ora il Sindaco ha “deciso” lui da solo che che andrà gestito dai privati e questa è la vera novità dell’atto d’indirizzo che si è fatto votare…).

Il Sindaco ha comunicato anche che il Comune ha vinto il ricorso in appello con il quale viene confermata la decisione di bloccare la costruzione di un nuovo distributore accanto al centro commerciale Arcobaleno. Un’ottima notizia, anche noi avevamo votato in questo senso. Dispiace soltanto che non si sia voluto provare a spostare anche la costruzione del distributore “gemello” prevista in via Cartiere Vecchie, che aggraverà i problemi di traffico di quella zona.

I rituali commenti si sono trasformati in una vera propria “lite da ballatoio” (cit. Binci), che ha coinvolto la maggioranza e le opposizioni di destra. Anche il Sindaco ha voluto dire la sua prendendo a male parole il consigliere Giampaoletti, a suo dire reo di tradimento (“non ho mai risposto a Giampaoletti perché credo che non ne valga la pena”).

Consumato questo psicodramma, la protagonista della seduta è diventata la consigliera Elezi, impegnata nella sua personale campagna elettorale, che per avere un po’ di visibilità e produrre dei comunicati stampa ha pensato bene di cominciare ad emendare sistematicamente le mozioni altrui, innescando un dibattito piuttosto sterile e sottraendo tempo ed energie a confronti più costruttivi. Come molti altri emendamenti prodotti dalla maggioranza, si tratta della pretesa di inserire apprezzamenti positivi per l’amministrazione, oppure di integrare gli atti con altri argomenti che c’entrano poco o nulla, pregiudicando il corretto svolgimento del Consiglio: le pratiche vanno studiate prima e a questo serve l’ordine del giorno contenuto nella convocazione.

Infine sono state approvate tre mozioni (in tre ore), rispettivamente per sollecitare l’assunzione di personale all’ospedale, in particolare per risolvere i problemi presso l’obitorio (mozione Gregori); per sollecitare l’automazione dell’ingresso del poliambulatorio di via Guerri (mozione Lancioni); per sollecitare l’adozione del regolamento della Conferenza dei Sindaci di area vasta (mozione dei capigruppo di maggioranza). Al di là della forma, tutte largamente condivisibili e condivise nei contenuti. Non c’è stato invece tempo per discutere le due mozioni presentate da Jesi in comune- laboratorio sinistra, che riguardavano la situazione della stazione ferroviaria e zone limitrofe e le modalità di riconoscimento della residenza anagrafica agli stranieri, dopo le sentenze che hanno interpretato il decreto sicurezza e a fronte dell’inerzia del Comune, che pure aveva dichiarato a gran voce che si sarebbe mosso in autonomia sul punto, anche in maniera creativa (in realtà l’amministrazione si è ben guardata dal fare alcunché).

E’ stato approvato il bilancio consolidato. Le partecipate vengono utilizzate anche per scaricare il bilancio comunale del peso di alcune operazioni particolarmente onerose, come la ristrutturazione del teatro e della casa di riposo o la chiusura della STU, per fare qualche esempio. Con scelte rispettabili, ma opinabili, alcune di esse sono state sacrificate, dal punto di vista finanziario ed operativo, a vantaggio di altre; è il caso per esempio di Arcafelice, o di Jesiservizi – quando si trattava di spostare il centro ambiente -, rispetto a Progetto Jesi. Si potrebbe magari anche ricordare che ben prima di diventare Sindaco le amminstrazioni precedenti avevano attribuito a Bacci ruoli di primissimo piano in alcune di queste partecipate, come il consorzio ZIPA (ora commissariato e in liquidazione causa dissesto finanziario, http://www.anconatoday.it/cronaca/commissariato-consorzio-zipa-ancona-8-settembre-2014.html) e, appunto, Progetto Jesi. In questo senso la storia delle partecipate è molto significativa per capire la storia della politica jesina.

Secondo noi bisognerebbe anche definire meglio la sorte e la governance delle due Fondazioni culturali, viste le recenti difficoltà della Pergolesi Spontini (a detta del Sindaco brillantemente archiviate con l’allontanamento di Graziosi) e che la Colocci è stata svuotata del suo oggetto sociale, cioè la gestione dell’Università, e del suo personale. A questo punto si potrebbe pensare ad una fusione.

Va infine precisato che, a differenza di quanto ripete Bacci ad ogni occasione, il bilancio del Comune è in rosso, non da ora e non per colpa delle partecipate   https://www.centropagina.it/jesi/jesi-il-pd-allattacco-bilancio-del-comune-in-perdita/?doing_wp_cron=1569783089.3585519790649414062500

La modifica del programma triennale dei lavori pubblici, nel quale è prevista l’accensione di un mutuo per ulteriori lavori presso la scuola martiri della libertà, è stata l’occasione per far precisare che gli alunni non potranno tornare in via Asiago prima del settembre 2020, a differenza di quanto comunicato in precedenti occasioni.

Era prevista l’approvazione di ben 3 varianti al prg. La prima per l’aggiornamento delle norme tecniche di attuazione secondo le definizioni uniformi del nuovo regolamento edilizio tipo per quanto riguarda i manufatti pertinenziali e gli interventi edilizi in territorio rurale. L’auspicio che abbiamo espresso è che si possa sempre garantire il giusto equilibrio tra interessi dei cittadini, presidio del territorio ed esigenza di evitare l’inutile consumo di suolo.

La seconda variante riguarda la sistemazione delle aree attorno all’ospedale. Qui l’illustrazione dei motivi per cui si è proceduto a questa revisione non è stata del tutto convincente, anche perché alcuni aspetti non erano stati evidenziati in commissione e sono emersi soltanto in Consiglio a seguito di nostre richieste di chiarimento. Facciamo riferimento per esempio alla diminuzione delle aree destinate a parcheggio pubblico ed a parco urbano ed all’ampliamento dell’area destinata all’edificazione.

La terza riguarda il secondo passaggio in consiglio della variante che «liquida» il progetto campo boario e cancella l’auspicabile spostamento del centro ambiente. Ne abbiamo già parlato diffusamente in passato, in questo caso si trattava di esaminare le osservazioni rispetto al progetto di variante già approvato. Le osservazioni sono state presentate da un gruppo di cittadini, che coincide in parte con gli attivisti che si sono sempre battuti contro la costruzione di questo edificio, con i quali Jesi in comune – Laboratorio sinistra ha convenuto e collaborato. Tali osservazioni riguardano soltanto l’area della torre erap in via di costruzione e non sembrano campate per aria. In particolare appare eccessivo l’aumento della densità edilizia e appare non corretto il calcolo degli standard. Più in generale, una volta eliminato tutto il piano originario previsto per il Campo boario, questa costruzione va ad impattare su una zona che doveva essere corredata di nuovi servizi pubblici e nuovi spazi verdi che sono stati eliminati. In ogni caso l’area già occupata da verde e parcheggi sarà destinata a residenza. L’amministrazione ha mantenuto la linea, questa edificazione non si deve ne fermare ne spostare. La parola alla Provincia.

Infine lo Statuto. Con il terzo passaggio in Consiglio comunale si completa l’iter dell’approvazione di una riforma dei principi generali dello Statuto che non trova l’ampio consenso che servirebbe quando si mette mano alla «costituzione» della città. Accanto ad una serie di revisioni e miglioramenti del testo, si è voluto caratterizzare lo Statuto secondo i desiderata dei pochi che in questo momento controllano la maggioranza. Sarebbe bastato attenersi all’obiettivo originario e lavorare bene sulla revisione degli istituti di partecipazione per ottenere una “carta” largamente condivisa. E’ prevalsa l’idea di chi ha preferito la prova di forza, per giunta contro la volontà di quei cittadini prima chiamati a “partecipare” e poi considerati irrilevanti, perché non erano la solita claque ed hanno osato fare osservazioni. Peccato. Una pagina triste per la città e per il Consiglio comunale.

Il video, indicizzato, del Consiglio comunale: https://webtv.comune.jesi.an.it/live26-Consiglio-Comunale-Parte-1.html

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Samuele Animali